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Giornata dell'unità e delle forze armate: "Ognuno si impegni per migliorare il Paese"

 

“Forse ognuno di non noi dovrebbe fare qualcosa di più e di diverso per migliorare il nostro paese e, soprattutto, prima di parlare o di agire dovrebbe essere proprio lui a dare l’esempio…solo un cambio di mentalità potrà declinarsi nel recupero e nella tutela di un patrimonio immateriale e materiale che sostanzia la nostra identità: cultura, storia, tradizioni, sentire  diffuso e condiviso, patrimonio che deve modellare il nostro essere “popolo” e che non deve essere disperso…”  questo, il messaggio lanciato stamane dal Prefetto  Valenti  in occasione  della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si è svolta  in Piazza Santa Teresa, ai piedi del Monumento ai Caduti. 

La manifestazione organizzata in collaborazione con la Marina Militare ed il Comune di Brindisi ha visto la partecipazione anche delle Autorità civili e militari, dei Sindaci dei comuni della provincia, delle associazioni combattentistiche e di numerosi cittadini. 
Dopo il passaggio in rassegna dei reparti e il suggestivo momento dell’alzabandiera è seguito l’omaggio ai Caduti con la deposizione di una corona, momento saliente della cerimonia per intensità e significato. 

Nel suo intervento il Prefetto ha voluto altresì ricordare che proprio quest’anno ricorre il centenario della fine della prima guerra mondiale, “una guerra – ha affermato – che sarebbe stato meglio non fare, … e che tuttavia  fu  una mobilitazione di cui l’Italia non era stata mai capace e di cui non sarebbe più stata capace se non, forse, negli anni più duri della Ricostruzione dopo la seconda Guerra Mondiale…”. 

La giornata è stata anche occasione per testimoniare a tutte le Forze Armate, impegnate nel mondo nel dare presidi di pace e sicurezza,  un pensiero di gratitudine e di riconoscenza : “esse” ha infine affermato il Prefetto  “disegnano, meglio di ogni altro, la nostra identità, quella che ci fa “popolo”  e rappresentano un’inestimabile patrimonio che non solo è nostro dovere rievocare ma è nostro dovere trasmettere alla nuove generazioni”. Al termine della cerimonia, alle ore 12,00, due salve di 21 colpi di cannone sono state esplose dal Castello Svevo e da una unità navale. 

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