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Turisti tra le erbacce nel giardino di San Giovanni al Sepolcro

 

BRINDISI - Qui ci starebbe bene anche una conclusione alla Emilio Fede. Ma a Brindisi, dove abbiamo visto nel recente passato persino le salsicce grigliate nella sala della Colonna Romana a Palazzo Nervegna, e Forte a Mare trasformato in discoteca secondo teorie "innovative" di utilizzo popolare dei beni culturali (per questo sono da preferire i professori, anche di età avanzata, piuttosto che i portatori di certe idee), non bisogna mai arrendersi di fronte al peggio, bensì correre ai ripari e riproporsi per il futuro di scegliere percorsi più coerenti con gli obiettivi.

San Giovanni al Sepolcro è uno dei monumenti più importanti della città, e ricordiamo bene con quanta pompa è stato inaugurato il giardino retrostante dalla precedente amministrazione comunale. E allora ecco come è ridotto oggi, e come viene proposto agli occhi di numerosi turisti, che certamente in Francia, nel Regno Unito e in Germania hanno visto luoghi storici tenuti molto meglio. Ma a Brindisi evidentemente erbe infestanti, cicorie selvatiche e cultura possono andare d'accordo, probabilmente. O, almeno, secondo il soggetto cui è stata affidata dal Comune la cura dei luoghi.

Ciò senza che nessuno sia andato a controllare se il servizio che il cittadino paga viene poi messo in pratica. Neppure prima di dare il via libera al progetto di promozione adottato e finanziato dal Comune. I turisti quindi si aggirano nello scenario che il video rende molto bene. Non siamo affatto d'accordo con la teoria che sta dietro il concetto di formazione-lavoro, ma se proprio è necessario si chiamino anche gli studenti dell'Istituto tecnico agrario, certamente in grado di dare lezioni a qualcuno su come va tenuto un giardino pubblico, soprattutto se annesso ad un bene culturale. 

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