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Il notaio Errico vuole costruire un fronte contro l'esperimento Enea

 

Non avevano proprio i connotati di confutazione scientifica le cose dette dal notaio Michele Errico e dal segretario della Fondazione Rifkin, Angelo Consoli, stamani nel corso della conferenza stampa a Palazzo Nervegna sulla candidatura di Cittadella della Ricerca ad ospitare l’esperimento Dtt di Enea sulla fusione nucleare controllata.

Nelle videointerviste il notaio evidenzia il tratto politico della sua iniziativa attaccando il Pd e il candidato della sinistra al Comune di Brindisi, Riccardo Rossi, e definisce illegittimo il percorso della proposta stessa di ospitare il Dtt a Brindisi, che avrebbe violato non si intende bene quale norma sull’informazione dei cittadini.

Ma la ricerca scientifica non è un impianto iscritto nell’elenco dei rischi industriali, e il Tokamak di Enea non è una centrale a fusione: non ne esiste alcuna al mondo e si spera di poter trovare nei prossimi decenni un modello industrializzabile. Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi hanno seguito il percorso indicato dall’avviso pubblico di Enea ed hanno siglato il previsto protocollo. La candidatura di Cittadella della Ricerca è peraltro la prima formalizzata tra tutte quelle annunciate da altre Regioni.

Consoli invece definisce praticanti stregoni i fisici nucleari di Enea, tra i primi al mondo ed eredi di una grande tradizione scientifica. Enea, va ricordato, è l'Ente nazionale per le energie alternative, e non una società privata, quindi nessuno mira ad arricchimenti societari o personali a spese dei brindisini, come si sente affermare nelle dichiarazioni.

Peraltro, la candidatura di Brindisi deve fare i conti con quelle di aree del paese molto più forti dal punto di vista politico e istituzionale, fortemente decise ad aggiudicarsi la sede dell’esperimento. Quindi non c’è una gara ai danni di questo territorio per appioppargli una grana, ma esattamente l’opposto. Tutto questo va detto per inquadrare correttamente la questione.

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