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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Case-famiglia chiuse: il prefetto spiega la situazione

Non c'erano certo tutti e 36 i rappresentanti della cooperativa interessata dai provedimenti della Procura per i minori di Lecce e del sindaco di San Vito dei Normanni, stamani in prefettura (vedi foto), a sostenere la protesta e le ragioni del legale rappresentate, Piero Bevacqua. Ma il prefetto Valenti Valenti ha ricevuto e ascoltato le ragioni di Bevacqua, e nei prossimi due giorni, nei quali prenderà contatto sia con il capo della Procura per i minori, Cristina Rizzo, che con il sindaco Domenico Conte, sarà in grado di comunicare quale strada sarà percorribile per proseguire l'assistenza ai giovanissimi migranti ospitati nelle tre strutture chiuse su segnalazione della stessa magistratura competente e dopo accertamenti dei servizi sociali del Comune di San Vito dei Normanni e della polizia giudiziaria, innescati da un esposto.

Bevacqua e la moglie in prefettura-2

E soprattutto si saprà se sarà possibile proseguire con l'ospitalità a San Vito, come chiede il sindaco, o se si dovranno trasferire altrove i ragazzi e i bambini che erano alloggiati nelle sedi di Favorita Uno e Favorita Due nelle campagne tra San Vito e San Michele Salentino, e Giocasa nelle campagne prossime all'abitato, sulla ex statale 16 San Vito-Brindisi (l'unica delle trestrutture non interessata dai rilievi). Il prefetto non esclude che la cooperativa che si è vista ritirare le autorizzazioni comunali possa provvedere alla eliminazione dei problemi gestionali e abitati rilevati, ma appunto si tratta di una questione che sarà decisa dal magistrato e dal Comune. Il prefetto ha competenza per il trasferimento alle amministrazioni interessate dei finanziamenti destinati ai migranti minorenni non accompagnati. Altrimenti si penserà ad altre soluzioni.

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