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Per non dimenticare quel cane torturato, in tanti in corteo

 

SAN PIETRO VERNOTICO – “Ciao Jako”: la minuscola mongolfiera illuminata si è prima impigliata nei rami di un albero, poi il vento l’ha liberata e l’ha portata lontano. Resterà però qui, a San Pietro Vernotico,  almeno nel ricordo delle persone più sensibili, la memoria delle sofferenze e della morte del siberian husky dato alle fiamme nel cuore della notte su un balcone al primo piano dell’abitazione della madre del proprietario, da uno sconosciuto che i carabinieri stanno cercando di identificare.

Troppo per un cane? No, per fortuna non tutti la pensano così, e si sono radunati in piazza del Popolo, il cuore di questa cittadina del sud del Brindisino che è stata terra di colonia e di lotte contadine, malgrado la serata piovosa, con le loro candele protette da corolle di carta, per sfilare in silenzio, come hanno chiesto gli organizzatori ed il sindaco Pasquale Rizzo, che era in testa al corteo. Per ricordare Jako e rivendicare il rispetto dei diritti degli animali.

Per qualche ora si è sopita la polemica sui social, persino molto violenta in alcuni momenti, contro la persona sconosciuta che ha cosparso Jako di benzina, arrampicandosi su quel balcone la notte tra l'1 e il 2 novembre, e poi appiccando le fiamme. Quando il proprietario è riuscito a spegnerle e i vigili del fuoco sono arrivati da Brindisi, le condizioni di Jako sono apparse subito gravi. Un veterinario ha praticato i primi interventi, poi il trasferimento in una clinica specializzata di Bari. Dieci giorni dopo, la morte. Mentre era in corso una pulizia delle ustioni.

Il tam tam degli Animalisti Italiani e di altre associazioni, questa sera ha chiamato a raccolta le anime sensibili, chi si è indignato, chi chiede pene più severe per chi sevizia gli animali. Il sindaco ha diramato un messaggio chiedendo una risposta civile e controllata, anche se la sua indignazione comprende anche l’offuscamento dell’immagine della sua cittadina a causa di quel gesto atroce.

Cosa aveva fatto Jaco? Faceva sentire la sua voce anche in ore notturne. Sarebbe bastato chiedere l’intervento della Polizia locale, del servizio veterinario, affrontare la questione tra vicini. Ma c’è qualcuno non lontano da quella strada che non rispetta né la legge né il diritto alla vita di un cane. Tutti sperano che venga identificato. Ma la sua pista è ancora confusa, si stanno cercando le prove.

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