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"Ora vi spiego qual era l'obiettivo del mio progetto dei chioschi"

 

BRINDISI - Non ci sta, l'architetto Roberta Lopalco, assessore alle politiche ambientali della giunta Rossi, a subire alcune affermazioni provenienti da settori dell'opposizione sull'iter del progetto dei chioschi di piazzale Lenio Flacco, da lei firmato nel 2014, quando era ancora ben lontana la nomina nella giunta Rossi. Da qui la decisione di diramare una nota, questa mattina, con precisazioni che riportiamo anche nella nostra videointervista.

"Con riferimento alla progettazione di strutture temporanee in Piazzale Lenio Flacco, in qualità di architetto incaricato con determina n. 18 dell'11 aprile 2014 e successiva modifica con determina n. 444/2015 settore lavori Pubblici, al fine di fare chiarezza sull'argomento, preciso quanto segue. L'incarico, ricevuto dall’ente nel 2014, aveva ad oggetto la progettazione di manufatti temporanei da destinarsi ad attività commerciali, da inserire nel contesto paesaggistico del nuovo Lungomare Regina Margherita, nell'ambito degli interventi di rigenerazione urbana".

"La volontà dell’amministrazione comunale era quella di uniformare le attività commerciali temporanee preesistenti, prevedendo la realizzazione di strutture amovibili tipologicamente e morfologicamente adeguate al contesto paesaggistico caratterizzante il Piazzale Lenio Flacco e il restante lungomare. Il progetto definitivo approvato è stato oggetto di parere favorevole della Sovrintendenza dopo controversa istruttoria, stante le peculiarità del luogo e l'impatto cumulativo di sei manufatti in uno spazio limitato. La necessità dunque era quella di dare nuova identità e ruolo agli spazi in cui inserire le strutture [da adibire all’uso di attività commerciali temporanee]".

"Al  fine di consentire una flessibilità d'uso delle stesse, sono state proposte due diverse tipologie per destinazione food e/o non food, tenuto conto che la scelta delle funzioni specifiche sarebbe stata prerogativa dell'ente. In riferimento alla tipologia food, si è tenuto conto del sedime degli automarket esistenti e dell’attività di street food ivi svolta, nelle modalità consentite dalle autorizzazioni vigenti. Pertanto non è stato richiesto diverso allestimento e/o arredi che oltre a presupporre un'ulteriore concessione di suolo pubblico avrebbe dovuto essere comunque oggetto di valutazione da parte della Sovrintendenza".

"Chi abbia richiesto all'Asl pareri sanitari legati alla somministrazione alimentare di cibi e bevande ai tavoli, che comporta maggiori dimensioni ed impatti per adeguamenti a norme igienico sanitarie, si è mosso al di fuori della progettazione fornita, con le finalità di cui sopra, e approvata dalla Sovrintendenza. Infine si precisa che la sottoscritta, a seguito di conferimento di delega assessorile ha rinunciato al prosieguo dell'incarico, percependo complessivamente la somma di 8.000 europer il lavoro già svolto". 

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