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"Le scuole sicure sono solo quelle che non crollano": studenti in piazza

 

BRINDISI – “Dagli studenti la Puglia rinasce: arriva l'onda d'urto”. Anche a Brindisi, come in altre piazze pugliesi e italiane, gli studenti si sono riuniti in un corteo per manifestare il proprio disaccordo sul “decreto Scuole” sicure di Salvini che prevede misure che a loro avviso non hanno nulla a che vedere con la Sicurezza negli edifici scolastici. 

“Impone Daspo e Taser nelle scuole – spiega una delle manifestanti, Fiorella Giuliani del liceo classimo Benedetto Marzolla – ma per noi la sicurezza non è questa. Per noi la sicurezza sono scuole che non ci crollano addosso e senza amianto”. Si torna in piazza, quindi, “per pretendere risposte da parte di una classe politica che non considera le nostre istanze come prioritarie per lo sviluppo della Puglia”.

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"Il 12 ottobre in 10mila in Puglia (70mila in tutta Italia) abbiamo riempito le piazze in tutta la regione: dopo quella data di mobilitazione abbiamo incontrato il vicepremier Di Maio dal quale però non abbiamo ricevuto alcuna garanzia di finanziamento in istruzione e welfare" ha spiegato Davide Lavermicocca, coordinatore dell'Unione degli Studenti Puglia, in una nota diffusa attraverso gli organi di informazione.

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"Siamo in crisi educativa: i dati sull'accesso all'istruzione e alla cultura sono allarmanti. Pretendiamo l'istituzione di una Carta dei Soggetti in Formazione (Sif) che garantisca accessi agevolati per studenti e studentesse a cinema, musei, teatri, trasporti e riconosca lo status della cittadinanza studentesca" dichiara Sara Acquaviva, coordinatrice della Rete della Conoscenza Puglia.

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Il corteo di Brindisi, partito da piazza Crispi, si è concluso davanti alla sede della Provincia, alle 11.30 è in programma un incontro con il neo presidente Riccardo Rossi a cui “oltre a manifestare tutte le problematiche delle nostre scuole e la carenza che c’è ad oggi nel piano provinciale rispetto all’integrazione del diritto allo studio, avanzeremo proposte reali su edilizia, trasporti, accesso alla Cultura e ai Saperi e alternanza Scuola-lavoro, realtà che possono essere realmente formative e possono cambiare il tessuto sociale studentesco brindisino”, ha spiegato Stefano Mariano, coordinatore provinciale Uds.

"Mentre le nostre scuole crollano il governo pensa a installare telecamere", dichiara Virginia Tamburrano, responsabile del Fronte della Gioventù Comunista (Fgc) di Brindisi. «Così si scambia la sicurezza degli studenti con un problema di repressione, utile soltanto alla propaganda di governo. Oggi siamo scesi in piazza per rivendicare una scuola diversa, per mettere al centro della discussione i nostri problemi reali, sui quali Lega e Cinque Stelle tacciono e non cambiano nulla. Agli studenti servono più fondi per la scuola, interventi sull’edilizia e garanzie per il diritto allo studio. Per invertire la rotta bisogna cancellare la Buona Scuola e le riforme disastrose degli scorsi anni, altrimenti ci sono solo prese in giro".

"Questo governo non è dalla nostra parte e lo ha già dimostrato", conclude Virginia Tamburrano. "Non ci aspettiamo nulla da chi taglia sull’istruzione per finanziare il condono agli evasori, seguendo l’esempio dei predecessori. Vogliamo un modello d’istruzione basato sulle nostre necessità, che ci prepari a un futuro stabile e dignitoso. La nostra lotta non si ferma qui, perché il nostro futuro non è già scritto!"

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Dopo il sit in presso piazza Santa Teresa, come già detto, una delegazione di studenti è stata ricevuta dal presidente della Provincia di Brindisi, Riccardo Rossi. Questi ha comunicato agli studenti che, in merito all’edilizia scolastica, sono stati già messi in bilancio dalla Provincia tre milioni di Euro per opere di manutenzione di molti edifici scolastici già individuati, sui 55 di competenza, e inserite nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche.

“Questi sono interventi –ha detto Rossi - già previsti e finanziati. E’ un primo passo per dare maggiore sicurezza e più dignità agli spazi che gli studenti frequentano durante le ore di permanenza a scuola. Stiamo anche raccogliendo le esigenze di tutte le strutture scolastiche per fare un monitoraggio e una ricognizione e per capire il reale fabbisogno che esiste, per poi chiedere fondi e stabilire una scala di priorità”.

L’altra questione che riguarda direttamente la Provincia è riferita al trasporto pubblico e al diritto di mobilità. “Per questo – ha dichiarato il presidente della Provincia – possiamo istituire un tavolo con la STP per rivedere entro certi termini il servizio e per meglio calibrarlo soprattutto negli orari di punta, cercando di renderlo più efficiente e più sicuro anche in riferimento al sovraffollamento proprio in quegli orari. Il tutto è chiaramente indirizzato per la migliorare la fruibilità da parte di tutti gli studenti”. 

Sulla predisposizione di una carta per i soggetti in formazione, così come richiesto dagli studenti, per incentivare l’accesso alle attività formative, artistiche e ricreative del territorio, il presidente Rossi, pur non rientrando questa richiesta nelle strette competenze della Provincia, si è dichiarato disponibile a valutare anche questo aspetto. “Su questo punto – ha detto Rossi – possiamo valutare l’inizio di un percorso che però, non essendo di competenza provinciale nel vero senso del termine, deve coinvolgere le altre amministrazioni comunali. Quindi, l’invito andrebbe rivolto a tutte i 20 Comuni del territorio affinché siano loro stessi ad avanzare delle proposte in merito. Ma ne possiamo sicuramente parlare”.
 

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