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La piazza "autogestita" diventa un gioiellino: cittadini modello a Sant'Elia

 

Ogni dieci giorni indossano le tute da lavoro di colore bianco e mettono in moto i taglia erba. Fino a pochi anni fa, piazza Osvaldo Licini, al rione Sant’Elia, era uno degli angoli più degradati delle periferie brindisine. Adesso sui prati all’inglese che tappezzano le aiuole non si vedono né buste né fazzoletti di carta. Tutto questo grazie all’iniziativa di quattro residenti. Si tratta di Gino Petrachi, Dante Semeraro, Vincenzo Bagnulo e Gianluca Allegrini. (In basso piazza Licini prima dell'intervento di riqualificazione)
 Piazza Osvaldo Licini
Piazza Licini si trova fra via Arturo Martini e viale Ligabue, uno dei viali del mercato del giovedì. Non appena lasci una delle due strade principali per immetterti nel rettangolo delimitato da schiere di palazzine, balza subito all’occhio la statua di Padre Pio collocata al centro della piazza. Il monumento religioso, realizzato in buona parte con il contributo di Gino Petrachi e dei colleghi della ditta Ber Sud, venne tenuto a battesimo il 27 maggio 2016 (foto in basso) dal parroco della chiesa di San Lorenzo, nell’ambito del progetto di riqualificazione della piazza varato dall'allora sindaco Consales e dall'assessore Luperti, su pressione degli stessi cittadini. 

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Quel momento segnò il riscatto di uno scorcio di quartiere diventato ormai invivibile, a causa di degrado e incuria. La piazza nel giro di pochi mesi cambiò volto, con la comparsa di distese d’erba e di fioriere acquistate dagli abitanti, oltre al restyling di un vecchio pozzo fatiscente. Ma tutto questo, forse, avrebbe avuto vita breve, se un gruppo di volenterosi non avesse preso in “autogestione” la piazza.

Gino, Dante, Vincenzo e Gianluca hanno comprato, a loro spese, un paio di taglia erba e altre attrezzature per opere di giardinaggio. Gli stessi provvedono alla sostituzione dei sacchetti dei cestini getta carte. Ogni 10-15 giorni, sia di invero che d’estate, provvedono al taglio dell’erba. Le fioriere vengono curate quotidianamente. Se piazza Licini ora è un gingillo, il merito è tutto loro. 

“Spesso – dichiara Gino Petrachi – si parla del rione Sant’Elia per episodi poco edificanti. Ma ci sono anche tanti cittadini animati da senso civico che si prodigano per riscattare l’immagine del rione, senza chiedere nulla in cambio. Se ogni cittadino si impegnasse a tenere pulito il proprio angolo di marciapiede, vivremmo in una città migliore”. Ma l’inciviltà, purtroppo, è sempre dietro l’angolo. I protagonisti dell’autogestione, infatti, nella videointervista realizzata da Salvatore Barbarossa, parlano di come i loro sforzi per tenere pulita la piazza si scontrino quotidianamente con episodi di inciviltà. Anche per questo, sono ancora più ammirevoli. 

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