Venerdì, 30 Luglio 2021

Mascherina per medici e infermieri: il Cetma Brindisi le fa con la stampante "3D"

Pesa meno di 100 grammi, può essere realizzata in meno di 4 ore ed ha un costo indicativo inferiore ai 2 euro. Si tratta della mascherina che, durante l’emergenza Covid-19, è stata concepita da ingegneri e designer di Cetma (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie Design e Materiali), presso la Cittadella della Ricerca di Brindisi, e sfrutta i filtri commerciali utilizzati in ambito ospedaliero per i ventilatori polmonari.

È l’ingegner Luca Rizzi a descrivere com’è nato questo progetto: “Ci siamo mobilitati sin dalle prime settimane di emergenza, per sopperire alla mancanza di dispositivi di protezione individuale, abbiamo avuto degli input da parte di alcuni medici e abbiamo deciso d’intervenire sulla protezione degli operatori del settore sanitario”.

mascherine cetma-2

La particolarità di questa mascherina è data solo dai bassi costi di produzione, e anche dal fatto che oltre ad essere ovviamente antibatterica è anche termoformabile, quindi si può adattare al volto di chi la usa e ha una lunga durata, perché sarà sufficiente sostituire periodicamente i filtri che sono di facile reperimento.

Si tratta di un progetto open source e può essere prodotta da chiunque abbia una stampante 3D, perché si può realizzare in Pla (acido polilattico) che sfrutta le tecnologie Fdm (modellazione a disposizione fusa).

cetma mascherine 3-2

Spiega Rizzi: “L’idea è quella di avere un prodotto molto pratico da costruire e poco costoso. Abbiamo messo a disposizione il progetto sulla nostra piattaforme, in un’ottica di condivisione, quindi al servizio della comunità”. Rendere disponibili questi progetti, potrebbe permettere, secondo Rizzi, all’Italia e all’Europa di svincolarsi dalle grosse produzione estere, in particolare quelle asiatiche.

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