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Piscina di Sant'Elia: "Condizioni inaccettabili dal Comune, così dovremo lasciare l'impianto"

 

La Società Marimisti e la Polisportiva CentroSport, hanno sentito la necessità di indire una conferenza stampa per illustrare i motivi per i quali non è possibile accettare la proroga di un anno della Concessione dell’impianto sito nel Quartiere Sant’Elia, proposta dal Comune di Brindisi.  L’amministratore della società, Pierluigi Francioso, e una operatrice della struttura, Claudia Degli Abbati, hanno manifestato tutto il loro rammarico, fino a raggiungere la commozione, per la situazione venutasi a creare.

Conferenza stampa piscina Marimisti-2

La Marimisti ha gestito l’impianto dal 30 agosto 2011: per sette anni, sino al 31 agosto 2018, per effetto del contratto di concessione originario; sino al 31 agosto 2019 per effetto della proroga del Commissario Giuffrè; infine, sino al 31 luglio 2020, per effetto della proroga rilasciata dalla attuale Amministrazione, che ha previsto un aumento del canone di 10.000,00 euro portando quindi dalle originarie 20.000,00 euro a 30.000,00 il costo della concessione in quest’ultimo periodo. Le proroghe, pur sempre accettate, non consentono una programmazione a lungo termine, necessaria per migliorare efficienza economica e la crescita sportiva. Per questo si è provato a condividere, con l’Amministrazione, un progetto di finanza che consentisse a Marimisti di avere un orizzonte temporale più lungo nella programmazione dell’attività ed all’Amministrazione di continuare a dare un servizio sempre migliore, alla città ed al quartiere Sant’Elia in particolare, in termini qualitativi e quantitativi.

Dopo un primo periodo, in cui sembrava che il progetto potesse interessare l’Amministrazione, visti i diversi incontri avuti con i vari uffici tecnici comunali, successivamente la stessa modificò orientamento. Prima con l’idea di affidare la gestione dell’impianto alla Brindisi Multiservizi e poco tempo dopo con la decisone di vendita dell’impianto. Pur nella consapevolezza che il 31 luglio 2020 avremmo dovuto riconsegnare l’impianto si è continuato a gestirlo con lo stesso senso di responsabilità del primo giorno.

Piscina marimisti 2-2

A marzo scoppia la pandemia che mette tutti in ginocchio. Sempre con lo stesso senso di responsabilità in pieno lockdown, grazie anche al sacrificio del manutentore di Marimisti, l’impianto è stato controllato e manutenuto ogni giorno.

Il 20 maggio 2020 il Governo emana il “Decreto Rilancio”, all’interno del quale, all’art. 216 comma 2, per aiutare le Associazioni Sportive, prevede la possibilità per le Amministrazioni Pubbliche, su richiesta del concessionario, di rimodulare i termini della concessione con l’obiettivo di riequilibrare economicamente e finanziariamente la gestione. In altre parole le perdite della gestione dell’anno 2020 e le perdite della gestione 2021, causate dai minori ingressi per il rispetto delle norme sul distanziamento sociale e dai maggiori costi per la pulizia e la sanificazione degli ambienti si sarebbero potute recuperare con la riduzione dei canoni e la proroga fino a tre anni della gestione.

Marimisti presenta la richiesta di proroga, con riferimento a quanto previsto nella norma su richiamata, lo stesso 20 maggio 2020. Il 24 luglio 2020, dopo più di due mesi dalla richiesta ed a ridosso del 31 luglio 2020, data prevista per il rilascio dell’impianto, si apprende dalla stampa che è stata “concessa” la proroga di un anno con un canone di 30.000 euro quindi nuovamente aumentato di 10.000,00 euro rispetto al canone originario, così come era già avvenuto inspiegabilmente con la proroga dello scorso anno. Sostanzialmente si viene autorizzati a rimetterci dei soldi nel 2021 oltre a quelli persi quest’anno. Esattamente il contrario di quanto prevedesse la norma.

Piscina marimisti-3

Grazie ai sacrifici ed al lavoro svolto in questi anni viene riconsegnato all’Amministrazione Comunale un impianto funzionante e con un valore maggiore di quando è stato consegnato. La cosa a dir poco paradossale è che nella delibera sono elencate tutte le motivazioni per cui il Comune ha bisogno che l’impianto resti in funzione. Un’Amministrazione Pubblica non può però chiedere ad un’Associazione Sportiva, per giunta in difficoltà, di rimetterci altri soldi per sopperire alle proprie incapacità. Avrebbe avuto più senso non riconoscere alcuna proroga.

Il dolore ed il senso di sconfitta di tutti deriva non solo dal dispiacere per ognuno dei ragazzi ma anche per la perdita a livello sociale che lo sfaldamento di questo gruppo significa. Oggi chi esce sconfitto non è la Marimisti o il Centrosport oggi perde un pezzo la nostra Città. Di questo va ringraziato chi non ha avuto né la capacità né tantomeno la voglia di capire che cosa realmente si fosse sviluppato all’interno del gruppo e di quanto questi esempi virtuosi possano essere fondamentali nella costruzione di una comunità.

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