Restinco, stipendi da 200 euro: "Vogliamo il nostro lavoro, abbandonati da tutti"

Protesta nella mattinata di oggi dei lavoratori di Restinco davanti alla sede della Prefettura di Brindisi

Da 38 ore settimanali a 8, 6 o 4 con stipendi che si sono ridotti a 200 euro al mese che hanno fatto perdere la dignità e mandato al lastrico famiglie che non riescono nemmeno più a pagare le bollette. I lavoratori del Centro di Accoglienza per richiedenti asilo di Restinco a Brindisi nella mattinata di oggi, venerdì 8 gennaio, sono scesi in piazza Santa Teresa, davanti alla sede della Prefettura, supportati da Antonio Macchia segretario Cgil, per protestare contro i contratti applicati dopo il vecchio "decreto Salvini" che prevedeva la diminuzione del numero dei beneficiari nei centri di accoglienza con conseguente riduzione delle ore di lavoro per chi si occupava dell'assistenza. 

I motivi della protesta permanente

Il bando a suo tempo prodotto dalla Prefettura di Brindisi, per la gestione del Centro di accoglienza “Restinco”, determinò una serie di gravi criticità:  tagli radicali sul personale e sulle ore contrattualizzate allo stesso provocando un duro colpo per l’occupazione e per tutte quelle persone che furono messe alla porta da un giorno all’altro, indipendentemente dalla propria professionalità e dedizione.  

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