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Archeologia subacquea: i tesori di Santa Sabina in un progetto internazionale

Si chiama “UnderwaterMuse” lo studio portato avanti dalla direttrice scientifica Rita Auriemma. Presto l’Italia millenaria sarà osservabile da tutti grazie ai rilevamenti e modellazione 3D

 

CAROVIGNO- Tra i racconti da Mille e una notte dell’Adriatico di Rita Auriemma, docente UniSalento di archeologia subacquea e direttrice scientifica del progetto “UnderwaterMuse”, ci sarà anche il paradiso sommerso del parco archeologico di Baia dei Camerini, a Santa Sabina.

Si tratta di un progetto internazionale che renderà accessibile a tutti i tesori sommersi, alcuni dei quali già esposti nelle teche della mostra “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta il Salento”, rinvenuti negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso e ancor di più in occasione delle campagne di scavo archeologico subacqueo condotte dal Dipartimento dei Beni culturali dell’Università del Salento tra il 2007 e il 2012.

Dalle brocche alle coppe, dalle tazze alle anfore impiegate per il trasporto del vino dalla Grecia e dall’Egeo, gli scavi che continueranno grazie al progetto internazionale in cui Santa Sabina è capofila, restituiranno il restante immenso patrimonio sommerso di merci, di vite e di naufragi.

Il progetto si avvale della collaborazione del dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino, che curerà rilevamenti e modellazione 3D con voli da drone, laser scanner e altre tecniche innovative, per permettere a chiunque di poter viaggiare nella storia millenaria d’Italia.

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