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Redazione BrindisiReport

La violenza sulle donne e quelle aggressioni psicologiche perpetrate silenziosamente

Intervento dello psicologo e psicoterapeuta Vito Brugnola, in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, istituita 22 anni fa

Ventidue anni fa l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134, designò il 25 Novembre come data di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Da allora sono stati fatti molti passi avanti in questa lotta ma la strada per raggiungere dei risultati soddisfacenti è ancora lunga. I dati forniti dalle Nazioni Unite, relativi al periodo 2005-2016 per 87 paesi, sono decisamente allarmanti: il 19% delle donne tra i 15 e i 49 anni ha dichiarato di aver subito violenze fisiche e/o sessuali da parte dei partner nei dodici mesi precedenti al sondaggio.

Quest’ultimo anno è stato particolarmente doloroso, soprattutto alla luce delle notizie che giungono dall’Afghanistan, situazione che frettolosamente e colpevolmente abbiamo accantonato. Purtroppo, il regime talebano ha ripreso con forza la propria campagna di violenza basata sul fondamentalismo islamico e che vede la figura femminileInt relegata ai margini di una società senza diritti e tutele. Il tutto accompagnato dalla quiescenza di alcuni stati occidentali e orientali che subordinano la dignità dell’essere umano a favore di interessi economici.

Sarebbe il caso di ricordarsi che non si può chiudere gli occhi di fronte ad una questione simile senza cadere in evidentissime contraddizioni. Se le donne afghane sono il simbolo delle diseguaglianze, dei soprusi e dei maltrattamenti che una donna può subire, non si può negare la violenza perpetrata nei riguardi delle donne all' interno dei nostri confini nazionali, seppure con modalità differenti.

In diversi contesti vigono ancora credenze riguardanti la superiorità della forza maschile come strumento per raggiungere ogni cosa, compreso il rispetto e un sentimento in realtà impossibile da raggiungere.  Ma è bene ricordare che la violenza può essere psicologica oltre che fisica.  Se quest'ultima è tangibile, visibile e rappresenta il più evidente dei segnali di allarme, le aggressioni psicologiche sono spesso perpetrate silenziosamente nel quotidiano.

Nell'ambito della coppia sono subdolamente celate da ripetute giustificazioni a cui seguono, a volte, comportamenti femminili che inconsapevolmente rinforzano il “potere” del partner aggressivo. La casistica rivela che nelle coppie segnate da situazioni di violenza si evidenziano minacce, insulti, umiliazioni e condizionamenti folli, unitamente alla limitazione della libertà personale attraverso il controllo ossessivo di ogni aspetto della vita della propria compagna. 

È utile non stancarsi di ribadire la necessità, da parte della donna, di spezzare questo perverso circolo vizioso, attraverso la conquista di una oggettiva visione dell’amore che non può essere senza il rispetto completo della persona. Questo 25 Novembre 2021 si riveste di colore rosso per simboleggiare il difficile percorso di civiltà e libertà che purtroppo rimane ancora lungo e impegnativo. Al fine di una maggiore tutela è necessario il potenziamento dei servizi dello Stato rivolti alla sicurezza della donna e, in ottica preventiva, è prioritario investire nell’educazione affettiva in famiglia ed in tutte le sedi formative. Un processo di civiltà che restituirà un domani uomini e donne capaci di rispettarsi e di proteggersi.

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