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Il gesto solidale e disinteressato di Gabriele, in una tempesta di inciviltà

Che siano rapidi e sfuggenti, od osservati e quieti, i momenti in cui ci informiamo sulla cronaca nazionale non risparmiano notizie riguardanti aggressioni, delinquenza e riflessioni inerenti al razzismo. Eppure, nel calderone degli isterismi da campagna elettorale, di tanto in tanto è possibile incontrare qualche notizia positiva ed emozionante.

Che siano rapidi e sfuggenti, od osservati e quieti, i momenti in cui ci informiamo sulla cronaca nazionale non risparmiano notizie riguardanti aggressioni, delinquenza e riflessioni inerenti al razzismo. Eppure, nel calderone degli isterismi da campagna elettorale, di tanto in tanto è possibile incontrare qualche notizia positiva ed emozionante. Qualche giorno addietro al momento in cui leggete queste righe, a Milano un bambino piccolo è sfuggito dalle mani della propria madre, per iniziare una corsa terminata nel dislivello occupato dai binari della metropolitana.

Tutta la scena è stata registrata dalle telecamere di sicurezza, grazie alle quali è stato possibile assistere alla paura di ogni passante, tutti paralizzati nel vedere questo bambino caduto sulle rotaie, fino al momento in cui un ragazzo di appena diciotto anni ha trovato il coraggio d’intervenire.

La discesa dal gradone, alto circa 1.5 metri, è stata fulminea e risolutrice al salvataggio del bambino, prima che arrivasse il convoglio ed un esito che possiamo ben immaginare.  Questo gesto risulta significativo per due motivi.

Innanzitutto è confortante notare la straordinarietà di quest’azione coraggiosa, contornata da tanti osservanti che, comprensibilmente agitati, non hanno preso parte attiva alla salvezza del bambino. Purtroppo non è raro osservare masse immobili ed incapaci d’agire al momento del bisogno: è un fenomeno conosciuto bene in psicologia, che fa riferimento all’idea della “responsabilità diffusa” per cui ci si aspetta che qualcun altro faccia ciò che è auspicabile in una determinata situazione. Questo pensiero diffuso, però, porta ad una staticità, a volte non indifferente, che può essere letale. Quindi complimenti al diciottenne Lorenzo, il quale ha dato una grande lezione di civiltà e di coraggio a persone anagraficamente più grandi di lui.

In secondo luogo, non possiamo purtroppo sottrarci ad una breve riflessione sulla nazionalità del bambino protagonista della vicenda, un extracomunitario, che ha trovato in un adolescente italiano fonte di salvezza e non di scherno o insulto.

Guarda il video del salvataggio

La tornata elettorale imminente ha spinto alcuni politici a soffiare sul fuoco delle paure e dell’ignoranza, determinando una lotta tra poveri anziché ai vizi di una classe politica mediocre. Le costanti dichiarazioni ai talk show politici ed ai telegiornali rischiano di far regredire la mentalità di una parte della popolazione ad una cultura basata sul concetto di Nemico, dove la vita umana perde di valore in base all’etnia.

In questa tempesta d’inciviltà, rifanno capolino movimenti (a)sociali estremisti, che utilizzano le pulsioni, in netto contrasto con la ragione e la cultura, per ottenere i facili consensi di chi è avulso dal pensiero. L’integrazione culturale è una dura sfida ed è sin troppo logico che un individuo ospitato deve rispettare le norme del paese ospitante; il focus del problema è il perché uno Stato mostri tanta viscerale debolezza nel rispetto delle regole, non solo verso gli immigrati, ma anche verso gli italiani stessi.

E’ facile, dunque, inveire contro gli spacciatori nelle piazze, senza porsi l’angosciosa riflessione sui tanti ragazzi e adulti che si riforniscono da questi. L’analisi sgrammaticata dei fenomeni sociali a cui assistiamo fa sì che ci indigniamo degli effetti, tralasciando nell’oblio le cause del disagio. Una questione di comodità. In questo mare di superficialità assistiamo così all’ascesa di epigoni che si nutrono di ideologie condannate dal tempo e dalla storia, ma furbi nell’approfittare di timori, egoismi e limiti culturali.

Quindi, dinanzi a questo scenario, che potrebbe trovare l’epilogo nelle votazioni del prossimo 4 marzo, permetteteci di esaltare il gesto solidale, disinteressato e sano del diciottenne milanese, segno di un giovane ragazzo libero dall’odio e capace di anteporre speranze ed altruismo al becero egoismo, tipico di chi ci vorrebbe rappresentare.

GRAZIE LORENZO!

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