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A cura di Blog Collettivo

Folgorati da Draghi: tutti a bordo del vascello del governo

L'opinione di Vincenzo Albano sulle consultazioni per la formazione di un nuovo governo avviate dal premier incaricato

A seguire le vicende politiche di questi ultimi giorni, il contenuto delle dichiarazioni dei vari esponenti di partito e dei gruppi parlamentari, si rimane frastornati, si corre il rischio di perdere l'orientamento, se si fa riferimento alle differenti dichiarazioni dei giorni precedenti di alcuni di loro. Quasi tutti disponibili a far parte della nuova coalizione di governo che si preannuncia allargata all'inverosimile, quasi obesa. Folgorati dalla figura del presidente incaricato, tutti interessati esclusivamente al benessere di quel paese che alcuni di loro sembravano aver smarrito nei giorni, nei mesi, negli anni precedenti. Ero interessato a comprendere anche cosa avesse spinto il presidente incaricato ad affrontare un impegno politico, che si preannunciava molto faticoso, considerate le tante sofferenze ed emergenze del nostro paese. Quale fosse l'obiettivo e la cura proposta. Una curiosità rimasta in gran parte insoddisfatta, anche perché quell'impegno è stato rappresentato senza la mediazione ed il supporto di un programma, di un progetto politico, che lo accreditasse. Una perplessità che non sembra aver angustiato l'affollata e numerosissima platea di sostenitori, convinta di aver trovato il Lui, la persona, il demiurgo capace di far uscire questo paese dalla crisi economica, occupazionale, sanitaria. Una platea talmente eterogenea, che però può indurre a pensare che l'eventuale gestione di quell'incarico, una volta conquistato, possa rivelarsi oltremodo scomodo.

Io credo, che al presidente incaricato, che si è dimostrato un attento osservatore della società e della politica italiana, delle sue dinamiche, dei suoi pregi, dei suoi difetti, non sarà certamente sfuggito, che negli ultimi anni, per effetto dei mutamenti culturali e politici intervenuti, indotti dalla fine delle ideologie, dell’eccessivo personalismo, della mancanza di valori, ed anche per puro opportunismo, al profilarsi di una qualsiasi congiuntura politica, si sono sempre verificati vertigini mentali fra molti dei nostri politici, imprenditori ed intellettuali, che hanno provocato frettolosi riallineamenti delle politiche e degli obiettivi, ma anche dei trasferimenti di molti politici da una parte all’altra degli opposti schieramenti, senza sentire la necessità di motivarli. Senza crisi di coscienza.

Questa sindrome di solidale soccorso al vincitore o presunto tale, che sembra averli di volta in volta conquistati, trova una aggravante nella convinzione diffusa, che la propria realizzazione, il proprio successo personale, che per loro conta al di sopra di tutto e tutti, sarebbe raggiungibile solo sincronizzandosi immediatamente con quello che appare più forte, prescindendo da qualsiasi altra considerazione. In questo campo ci sono i virtuosi, i quali al minimo sintomo di crisi, sanno precedere gli altri di quel tanto per crearsi quel merito presso i cittadini e i nuovi poteri costituiti, da giustificare il cambiamento di casacca, di schieramento, con argomenti fumosi, privi di sostanza. Che si ergono ad eroi, nonostante la responsabilità, che fa loro carico per essere stati responsabili e/o aver condiviso le inefficienze e i gravi danni prodotti in precedenza. Forse mi sbaglierò clamorosamente, ma a me sembra che il presidente incaricato, forse pressato dalla contingenza, non intenda ostacolare questa grande confusione nella coalizione di governo, non solo di uomini e gruppi che hanno condiviso precedenti fallimentari esperienze governative, ma anche gruppi e partiti con esperienze e obiettivi diversi e per certi versi contrastanti. E' sufficiente semplicemente guardarsi intorno per averne cognizione.

Non credo che abbia la presunzione di credere di averli tutti convertiti e affascinati con la sua politica, che attualmente non c'è, con il suo dichiarato impegno, traguardato dal presidente della Repubblica “a rimboccarsi le maniche”. Se così fosse, io penso che debba riflettere sulle ragioni della loro adesione, altrimenti il futuro, potrebbe riservargli cocenti delusioni. Infatti, su questo versante, non credo possa incontrare credenti, ma solo praticanti occasionali, estremamente temporanei e oscillanti, difficili da imbrigliare, che potrebbero, per usare un termine molto vicino alla nostra tradizione marinaresca, assicuragli una navigazione difficile. Sempre pronti comunque ad imbarcarsi su un vascello diverso, al profilarsi di una qualsiasi difficoltà.

C’è da fidarsi? C’è da avere timore? Come sarà possibile assicurare la convivenza di consonanze ideali, politiche e programmatiche così differenti, per non dire opposte? Queste sono le preoccupazioni con le quali sarà costretto a confrontarsi e a fare i conti nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, se sarà eletto presidente. I cittadini non possono certamente essere tranquilli sulla governabilità del nostro paese, perché ancora una volta ci si intestardisce a replicare le sofferte esperienze del passato, che hanno contribuito ad affossarlo.

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