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Martedì, 30 Novembre 2021
Ambiente Ostuni

Il contratto: camion al Comune a fine appalto. Ma Enerambiente fa denuncia per furto

OSTUNI – Retroscena sconcertanti nel tentato blitz di Enerambiente a Ostuni, con il tentativo di portare a Napoli l’intero parco macchine dal cantiere nella zona industriale della Città Bianca, dopo aver annunciato al Comune la decisione di non operare più in regime di proroga, malgrado un’ordinanza sindacale che prevede per ragioni di igiene pubblica altri otto mesi di servizio. Ieri mattina la società – che ha sede nel Veneto – ha presentato ai carabinieri di Mestre una denuncia per il furto di tutti gli automezzi.

OSTUNI - Retroscena sconcertanti nel tentato blitz di Enerambiente a Ostuni, con il tentativo di portare a Napoli l'intero parco macchine dal cantiere nella zona industriale della Città Bianca, dopo aver annunciato al Comune la decisione di non operare più in regime di proroga, malgrado un'ordinanza sindacale che prevede per ragioni di igiene pubblica altri otto mesi di servizio. Ieri mattina la società - che ha sede nel Veneto - ha presentato ai carabinieri di Mestre una denuncia per il furto di tutti gli automezzi.

E' questa la risposta al blocco del trasferimento dei camion dei furgoni e delle macchine da Ostuni, attuato la notte scorsa da quasi tutti i 60 operatori ecologici ostunesi. L'aspetto paradossale della vicenda è che secondo l'articolo 3 del contratto tra Comune di Ostuni ed Enerambiente, a scadenza dell'appalto è previsto che l'intero parco macchine diventi di proprietà dell'amministrazione civica (non siamo al momento a conoscenza di eventuali contenziosi su tale parte del capitolato). Quindi aver impedito ad Enerambiente di portarsi via i camion e quant'altro non prefigurerebbe alcuna circostanza di reato.

Ora del caso si occuperà per competenza la procura di Brindisi, e precisamente il pm Milto De Nozza che conduce già l'inchiesta sui rifiuti solidi urbani nel capoluogo. La Digos sta esaminando la documentazione sull'appalto Enerambiente a Ostuni. Sempre la Digos stamani, contrariamente a quanto si era pensato in un primo momento, ha evitato che il gruppo di autisti che da Ostuni aveva raggiunto il deposito Enerambiente di Brindisi entrasse nell'area privata in via Newton (i responsabili si erano opposti all'ingresso) per riprendere possesso di quattro automezzi che lì si trovavano per riparazioni.

Certamente con gli automezzi tutti ancora a Ostuni e a disposizione dell'amministrazione comunale per la prosecuzione del servizio in attesa di nuovi assetti, la situazione non presenta più il rischio dell'emergenza e quindi sarà possibile fare chiarezza sulla proprietà dei mezzi senza condizionamenti. Mentre fa riflettere il progetto - per ora fallito - di spostare il parco macchine nell'area di crisi di Napoli dove il piano del governo Berlusconi e della Protezione civile sta affondando in un mare di rifiuti e di scambi di accuse (il premier taccia il sindaco Rosa Russo Iervolino di incapacità, la risposta è che i proclami del governo sul caso Napoli nascondono un fallimento).

Ostuni ha rischiato la notte scorsa di pagare incredibilmente un prezzo ai problemi dell'area metropolitana di Napoli, dove Enerambiente è la società che detiene l'appalto della raccolta e vanta presunti, ingenti crediti nei confronti del Comune. A Ostuni la società con sede nel Veneto (si tratta di un ramo della ex Slia, ben nota a Ostuni e a Brindisi) pretendeva 2,5 milioni di aggiornamento prezzi per accettare un'ulteriore proroga. A molti è parso un pretesto per sgomberare il campo. Camion inclusi.

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