Lettera/ Energia, occasione perduta del Pd

BRINDISI - Riceviamo, e pubblichiamo integralmente, una nota dell'area del Pd brindisino che si ispira a Pippo Civati, la minoranza di sinistra del Partito democratico dopo il congresso che ha inconorato Matteo Renzi segretario nazionale.

La centrale Edipower vista dalla Isole Pedagne

BRINDISI - Riceviamo, e pubblichiamo integralmente, una nota dell'area del Pd brindisino che si ispira a Pippo Civati, la minoranza di sinistra del Partito democratico dopo il congresso che ha inconorato Matteo Renzi segretario nazionale. Nel comunicato si muove una critica senza mezzi termini alla decisione di annacquare il documento approvato dalla direzione provinciale del Partito per raggiungere un accordo interno alla maggioranza al Comune, sino al punto da fare praticamente sparire il no alla ripresa produttiva della centrale Edipower. La sinistra interna del Pd parla dunque di occasione perduta, anche per la scelta di non sottrarsi al muro contro muro.

Il Consiglio Comunale sull'energia si è rivelato per quello che in molti temevamo: l'occasione mancata per creare una unità di intenti che rappresentasse in maniera forte gli interessi di questo territorio. La maggioranza ha presentato un documento mediato al suo interno fra i vari partiti il quale alla fine disconosce quanto affermato dal PD sia nella direzione provinciale che in quella cittadina: il netto no al piano di impresa di A2A per Brindisi Nord è diventato una timida disponibilità all'ascolto che però lascia la porta aperta alla possibilità di bruciare rifiuti in quella centrale.

Dove è finita l'ansia del direttivo cittadino in cui ci mettevano in guardia da ipotesi disastrose di chiusura del ciclo dei rifiuti regionale nella pattumiera della Puglia? Ancora una volta il PD presenta programmi , discute nei circoli, elabora documenti, e poi si rimangia tutti in nome della governabilità.

Né d'altra parte l'opposizione può vantare un risultato utile per la città, perché il muro contro muro messo in atto da tutti gli attori in questa "commedia", come qualche consigliere l'ha voluta definire, ha impedito di trovare l'unità che almeno su alcune tematiche in realtà era alla portata di mano. Il problema vero però è che ancora una volta Brindisi, tutta, ne esce disunita ed incapace di mostrarsi forte nei confronti dei nostri ospiti.

Li chiamiamo ospiti, perché deve essere chiaro che chiunque sia venuto ad investire sul nostro territorio non va ringraziato per i posti di lavoro che sono funzionali al suo profitto, ma deve essere messo di fronte alle responsabilità che si assume nei confronti di una intera comunità stanca di tante promesse mai mantenute.

Questa terra ha dei crediti che vogliamo mettere all'incasso, ed è ora che il governo si faccia carico dei tanti problemi esistenti , indipendentemente dal fatto che siano state imprese "pubbliche" o "private" a determinarli.

Apriamo davvero col governo ed in regione una vertenza Brindisi che ci veda impegnati su più fronti per un vero sviluppo di questo territorio. In questo sfidiamo anche i tutti i parlamentari ed i rappresentanti istituzionali del territorio a lavorare insieme per dare risposte anche ai tanti problemi che pure sono rimasti esclusi dal confronto odierno.

Cosa dire infatti dei trasporti ferroviari di combustibili pericolosi che avvengono in città, mentre vengono soppressi i treni dei pendolari e dell'alta velocità nemmeno si discute? Cosa pensare della Marina che si rimangia la restituzione del Castello bruciandoci 17 milioni di finanziamenti, mentre l'arsenale viene ridotto al lumicino? L'università che viene finanziata direttamente dalla nostra comunità mentre tutti, Enel compresa, trasferiscono altrove i centri direzionali e di ricerca?

Produciamo energia da fonti rinnovabili come nessun altro territorio in Italia, continuiamo a respirare carbone eppure i nostri cittadini e le nostre imprese pagano un prezzo altissimo perché le reti di trasporto sono obsolete e disperdono più che altrove. Assistiamo a continui guasti sulle reti elettriche che lasciano aziende agricole e non senza energia per settimane, per di più senza la possibilità di interlocuzione diretta sul territorio, per non parlare delle reti dati che sono carenti e segnano ancora una volta i problemi di un paese a due velocità.

Qualcuno vuol farci passare un tubo sotto questa terra, il gasdotto Tap, un'opera che il governo ritiene fondamentale per garantirsi l'autonomia, come volete che risponda una comunità alle cui richieste nessuno risponde mai? ( Il gruppo civatiano del Pd di Brindisi)

 

 

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