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Nuova discarica ad Autigno, il Tar dà torto a Regione e Provincia e sblocca la Via

BRINDISI - Il Tar di Lecce dà ragione due volte alla società Transeco, che si vede accogliere due ricorsi presentati contro Provincia, Regione, Comune, l'Arpa e l'Asl, dopo una serie di provvedimenti emessi dagli enti locali e che secondo l'azienda - che ha sede a Ostuni, sulla via provinciale per Martina Franca – avrebbero danneggiato l'attività della stessa.

BRINDISI - Il Tar di Lecce dà ragione due volte alla società Transeco, che si vede accogliere due ricorsi presentati contro Provincia, Regione, Comune, l'Arpa e l'Asl, dopo una serie di provvedimenti emessi dagli enti locali e che secondo l'azienda - che ha sede a Ostuni, sulla via provinciale per Martina Franca - avrebbero danneggiato l'attività della stessa.

Per quanto riguarda il primo ricorso - che vede coinvolte Regione, Provincia e Comune di Brindisi -, si partiva da un atto regionale con cui si procedeva all'annullamento della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Il sito sarebbe quello di contrada Autigno. Secondo quanto riportato dalla Regione l'11 giugno 2010, il provvedimento è stato adottato in base alla mancata indicazione, nelle immediate vicinanze, di un'altra discarica di bacino, indicazione questa che risultava già in forza dello studio di impatto ambientale presentato nel 1998.

Da qui, la decisione del Tar che nell'ordinanza del 4 novembre sospende la nota della Regione, sbloccando di fatto la Via. L'udienza di merito è stata fissata per il 9 febbraio 2011.

Il secondo ricorso era stato presentato contro Provincia, Comune di Brindisi, Regione Puglia e Legione Carabinieri di San Vito, dopo l'ordinanza del 15 giugno 2010 con cui la Provincia aveva ordinato alla Transeco di realizzare i necessari interventi di bonifica della cava, oggetto di inquinamento, di proprietà della stessa società. L'ordinanza aveva incontrato anche il parere favorevole del Comune di Brindisi, mentre la Transeco non aveva esitato ad adire le vie legali. Ebbene, secondo il tribunale le conclusioni della Provincia sarebbero tutte da dimostrare. "Rilevato - secondo il Tar - che il superamento dei valori di concentrazione della soglia di contaminazione determina di per sé una potenziale contaminazione del sito, e considerato che il superamento debba essere in ogni caso accertato", i giudici hanno ritenuto opportuno disporre l'acquisizione della documentazione dalla quale risulti l'accertamento dell'evento di superamento posto a base dell'ordinanza impugnata. Non si tratta di una vittoria a tutti gli effetti per la Transeco, ma di fatto il tribunale ha sospeso l'efficacia del provvedimento fino alla Camera di Consiglio dell'1 dicembre e ha concesso 10 giorni alla Provincia per far pervenire la documentazione richiesta.

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