Nuova moria di pesci al Cillarese

BRINDISI - "Si aprono le chiuse della diga del Cillarese e centinaia di pesci d'acqua dolce, molti di dimensioni considerevoli, raggiungendo lo sbocco a mare, prendono contatto con l'acqua salata e vanno incontro ad una sorte ingiusta ed orribile".

BRINDISI - "Si aprono le chiuse della diga del Cillarese e centinaia di pesci d'acqua dolce, molti di dimensioni considerevoli, raggiungendo lo sbocco a mare, prendono contatto con l'acqua salata e vanno incontro ad una sorte ingiusta ed orribile".

E' il grido dall'allarme lanciato dal Comitato per la rinascita cittadina di Brindisi. Episodi che si verificano spesso, lasciando le carpe addirittura senz'acqua, perchè il canale si prosciuga in pochissimo tempo. Uno scempio che, secondo il comitato, andrebbe evitato ma che accade ad intervalli quasi regolari.

"Ci chiediamo attoniti se le autorità competenti ritengono normale o tollerabile questa carneficina - spiega Giovanni Vonghia presidente del comitato - E' questa la cura che si riserva alla fauna ittica dell'invaso, considerato, con le aree verdi circostanti, oasi protetta e per tale motivo reso off limits alla cittadinanza?".

Intanto le carcasse dei pesci rimangono per giorni a marcire al sole senza che nessuno provveda a rimuoverle e, nella zona che circonda il canale, si diffonde uno sgradevole odore di pesce marcio. "Potrebbe una semplice rete, posta all'uscita dell'invaso, evitare questa inutile ecatombe?" si chiede Vonghia.

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