Polveri Enel, maxi-rinvio per notifica errata

BRINDISI - E' bastato un errore materiale, commesso (contro il proprio interesse) da un avvocato di parte civile, il legale che assiste il Comune di Torchiarolo nel giudizio a carico di 13 dirigenti Enel e due imprenditori brindisini, per provocare un rinvio di due mesi e mezzo di un processo ad altissimo rischio di prescrizione.

L'attuale carbonile

BRINDISI - E' bastato un errore materiale, commesso (contro il proprio interesse) da un avvocato di parte civile, il legale che assiste il Comune di Torchiarolo nel giudizio a carico di 13 dirigenti Enel e due imprenditori brindisini, per provocare un ulteriore rinvio di due mesi e mezzo di un processo ad altissimo rischio di prescrizione. L'avvocato ha infatti citato, come responsabile civile, la società Enel Distribuzione che non ha nulla a che vedere con l'inchiesta sulla dispersione di polveri di carbone dal carbonile scoperto della centrale Federico II di Cerano e dal nastro trasportatore.

Andava invece indicata la società Enel Produzione Spa. Al Comune di Torchiarolo quindi, nonostante si sia fatto tutto il possibile oggi in udienza per evitare che ciò accadesse, con un tentativo (vano, perché non rientra nei casi previsti dalla legge) di sospendere i termini per la prescrizione, dovranno essere concessi ulteriori 60 giorni di tempo per notificare nuovamente, e correttamente, l'atto di citazione del responsabile civile.

Tutto ciò ha provocato, per consentire una nuova notifica, un rinvio al 15 luglio: salteranno tre delle udienze programmate. Le contestazioni mosse dalla pubblica accusa, sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza, sono infatti delle contravvenzoni (5 anni i termini), ossia il danneggiamento e il getto pericoloso di cose per la dispersione di polveri di carbone dal carbonile scoperto e dal nastro trasportatore della centrale Enel di Cerano. Le indagini, condotte dalla Digos di Brindisi riguardano un periodo compreso tra il 2009 e il 2011.

Secondo l’accusa non sarebbero state attuate le azioni necessarie per scongiurare o ridurre la dispersione della polvere di carbone che avrebbe così provocato “danni, insudiciamento e imbrattamento delle colture”. Nel processo oltre alla Provincia e al Comune di Brindisi, assistiti rispettivamente dall'avvocato Rosario Almiento e Daniela Faggiano, che hanno invocato richieste di risarcimento per circa 500 milioni di euro ciascuno, sono parti civili anche Greenpeace, Salute pubblica, Legambiente, Medicina democratica e molti degli agricoltori proprietari di terreni nei pressi della centrale Federico II di Cerano. Responsabili civili sono Enel Produzione e le ditte Cannone e Nubile di Brindisi.

Basta un'inezia, quindi, un refuso anche infinitesimale e all'apparenza ininfluente e il tempo trascorre ponendo a rischio la definizione del giudizio con una sentenza che sia assolutoria o di colpevolezza. Se n'è discusso per una mattinata intera, alla fine, il giudice monocratico Francesco Cacucci (che ha già calendarizzato il processo per tutto il 2014, e ciò significa che il dibattimento non sarà particolarmente veloce), ha rinviato a metà luglio: l'udienza si svilupperà per l'intera giornata, tanto per consentire di chiudere con le questioni preliminari e di passare subito all'ascolto dei primi testimoni, fra cui figura anche l'ispettore della Digos Alessandro Cucurachi che, ha spiegato De Nozza stamani, avrà molto da dire.

Il pm ha anche chiesto l'autorizzazione per l'utilizzo di uno schermo sul quale verranno proiettate le immagini delle conseguenze provocate dalla dispersione di polveri alle coltivazioni circostanti. Gli imputati sono Lorenzo Laricchia, responsabile del nastro trasportatore del carbone, difeso da Tommaso Marrazza e Michele Laforgia); Giuseppe Varallo, 50 anni, responsabile nastro trasportatore;  Diego Baio, 53 anni,  responsabile protempore dell’ufficio Ambiente e sicurezza di Cerano (Marrazza e Nanni);  Calogero Sanfilippo, Luciano Pistillo e Antonino Ascione (Marrazza e Nanni), tutti e tre ex responsabili dell’Unità di business Brindisi-Cerano, e l’ex capo centrale Vincenzo Putignano (Marrazza).

Quindi Luca Screti, 40 anni, residente a San Pietro Vernotico, titolare della ditta “Nubile” (avvocato Di Serio) e Aldo Cannone, 59 anni, brindisino, titolare della impresa omonima (avvocato Giorgio Rainò), addetti al trasporto carbone; Sandro Valery, responsabile protempore area business Enel Produzione (Marrazza e Nanni); Fausto Bassi, Unità Business Cerano (Marrazza e Marchioro); Giammarco Piacente, unità operativa Esercizio Ambiente e Sicurezza a Cerano (Marrazza e Marchioro); Fabio De Filippo, stesso settore di Piacente (Marrazza e Marchioro);  Massimo Distante, Movimentazione combustibili Cerano; Giovanni Madia.

 

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