Martedì, 19 Ottobre 2021
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Paziente deceduto, nuovi accertamenti

BRINDISI - Sarà eseguita nella seconda quindicina di settembre l’ultima parte di accertamenti tecnici irripetibili sul presunto caso di malasanità denunciato nei giorni scorsi a Brindisi in seguito al decesso di un uomo di 69 anni con occlusione intestinale.

BRINDISI - Sarà eseguita nella seconda quindicina di settembre l'ultima parte di accertamenti tecnici irripetibili sul presunto caso di malasanità denunciato nei giorni scorsi a Brindisi. E' stato infatti prelevato e portato a Foggia, lì dove sarà effettuato l'esame dai periti della procura e dai consulenti di parte, il tratto di intestino perforato che era stato asportato durante un intervento chirurgico d'urgenza e che quindi non si era potuto analizzare durante l'autopsia sul corpo di Giovanni Leo, 69enne di San Pancrazio Salentino, che sarebbe morto a causa di una peritonite scaturita a quanto pare da un'occlusione intestinale che non sarebbe stata rilevata.

Il pm inquirente, Milto Stefano De Nozza, che ha iscritto nel registro degli indagati il nome di 10 persone tra medici e sanitari tutti dell'ospedale Perrino di Brindisi (di cui non riportiamo il nome, trattandosi di atto dovuto funzionale all'autopsia, attendendo quindi che vi siano ulteriori sviluppi investigativi sul merito e sulle responsabilità), ha conferito incarico ai professori Stefano D'Errico, titolare di cattedra a Foggia, e il collega Giuseppe Latorre, chirurgo oncologo dell'istituto di ricerca di Rionero in Vulture. Parteciperà alla seconda e ultima tranche dell'esame necroscopico anche Domenico Urso, il consulente nominato dalla famiglia di Leo che ha sporto formale querela in merito a quanto accaduto.

La circostanza secondo cui il tratto dell'intestino asportato d'urgenza a Francavilla Fontana (è al Camberlingo che c'è stato il disperato tentativo di salvare la vita all'uomo) sia perforato è per altro contenuto nelle cartelle cliniche sequestrate dai carabinieri, sempre su delega del magistrato. Si presume quindi, anche se non è scontato, che ciò sarà accertato anche dopo l'ulteriore approfondimento.

Non sarà possibile prima di allora, e prima che il parere dei medici legali sia sulla scrivania del pm, procedere con una eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei 10 medici per non aver diagnosticato o non trattato correttamente l'occlusione intestinale del paziente, o di archiviazione del caso, laddove dovesse emergere che non v'era nulla da fare per evitare il peggio.

 

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