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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Ddl Iurlaro per la tutela di pizza e pizzaioli. L'Italia finalmente volta pagina

Dopo aver letto l’intervento di Paola Baldassarre ed aver subito le convulsioni, il senatore Iurlaro ha deciso che il Pdl doveva riconquistare lo scettro di Satyricon. E così ha firmato un ddl per la tutela la pizza e i pizzaioli. No, non stiamo scherzando....

Davvero, non siamo cattivi noi, sono loro che sono così. Dopo aver letto solo l'incipit dell'intervento di Paola Baldassarre (da Licinio a Seneca...) ed aver subito le convulsioni, il senatore Pietro Iurlaro proprio non ce l'ha fatta a digerire lo smacco subito, ed ha deciso che il centrodestra doveva assolutamente riconquistare lo scettro di Satyricon. Allora ha preso carta e penna ed ha cercato il modo migliore per accaparrarsi la rubrica. Pensa e ripensa, l'illuminazione è giunta quando la moglie lo ha chiamato al telefono per comunicargli "stasera andiamo a mangiare una pizza con Gino".

«La pizza, come ho fatto a non pensarci prima!». E fu così che il senatore ha buttato giù, di getto, un disegno di legge per la tutela della "pizza doc", uno degli atti che sicuramente passeranno alla storia di questa legislatura.

«Il ddl nasce dalla sensibilizzazione fatta dagli operatori del settore, che lamentano come in troppi ormai si improvvisino pizzaioli senza avere alcuna professionalità specifica, per non parlare delle elementari nozioni igienico-sanitarie. E siccome la pizza è un patrimonio dell'Italia nel mondo, è giusto 'certificare' la competenza che richiede».

Parole sante. Grazie alla "patente europea della pizza", finalmente potremo mangiare una pizza come si deve, sempre che si trovino i 6000 pizzaioli di cui il mercato italiano ha bisogno...

«A spalleggiare Iurlaro - si legge nel comunicato stampa che, vi assicuriamo, è vero - ci sono, tra gli altri, Antonio Azzollini, Roberto Formigoni, Domenico Scilipoti, Paola Pelino e Alessandra Mussolini: "La pizza è corpo e anima. Purtroppo oggi la pizza non la facciamo più noi ma gli altri, e così non va".

Stupefatti dalla mobilitazione del gotha della politica, che finalmente dimostra di aver preso a cuore i problemi più urgenti del Paese, invitiamo ora Iurlaro & Company a proseguire sulla strada intrapresa: una patente per certificare le competenze dei macellai, una per i pescivendoli e una anche per i disoccupati, perché non è giusto vedere in giro tanti senza-lavoro incompetenti.

Infine, non sarebbe male una patente europea anche per chi vuole fare politica. Iurlaro ci sta simpatico e non ne ha bisogno, ma a qualche suo collega-sottoscrittore del ddl pro-pizza un po' di lezioni non farebbero male.

 

PS: Gino Vitali ha chiamato in redazione per difendere l'amico-senatore. «Dovete comprenderlo, ha subito due choc in poche ore. Prima ha incontrato Haralambides, poi ha voluto leggere fino in fondo l'intervento della Baldassarre. Io glielo avevo detto di non farlo, ma lui è giovane e un po' testardo. E questi sono i risultati».

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