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Chiusi dal Nas due doner-kebab, una friggitoria e il consiglio comunale

L'offensiva dei Nas a Brindisi è scattata questa mattina all'alba: chiusi due doner-kebab, una pizzeria ed il consiglio comunale. Le motivazioni sono sconvolgenti, per quanto ampiamente prevedibili e più volte segnalate da BrindisiReport.it

L’offensiva dei Nas a Brindisi è scattata questa mattina all’alba: chiusi due doner-kebab, una pizzeria ed il consiglio comunale. Le motivazioni sono sconvolgenti, per quanto ampiamente prevedibili e più volte segnalate da BrindisiReport.it nelle scorse settimane.

Il kebab speciale. Il nucleo antisofisticazioni è intervenuto dopo la denuncia di un cittadino che, sconcertato, si era recato dai carabinieri sostenendo di aver trovato dei pezzi di carne dentro il suo panino col kebab. Pur sopraffatti dai dubbi, i militari hanno proceduto all’esame dei reperti e immediatamente dopo si sono recati presso il fast-food segnalato dal brindisino. In effetti nel kebab montato sulla piastra termica sono stati rinvenuti diversi pezzi di carne di tacchino, ma il proprietario ha tenuto a precisare che “si era sicuramente trattato di un errore”, più che di sofisticazione. I carabinieri sono stati impassibili: chiusura per due settimane e multa di 1.500 euro.

La fritta superfritta. Chiuso il kebabbaro, la pattuglia dei Nas è stata investita da un nauseante profumo di olio fritto e grazie all’aiuto di un cane antidroga della Guardia di Finanza ha raggiunto la friggitoria di periferia da dove proveniva l’olezzo. Accurati controlli hanno dimostrato che i titolari dell’esercizio non cambiavano l’olio da almeno 50.000 fritte. Come spesso accade in questi casi, il titolare ha addossato la colpa alla moglie: «Le avevo detto di cambiarlo almeno una volta ogni cinque anni, ma qui devo fare tutto io». Il maresciallo Brigonzi, intenerito da tanta sincerità e dalle lacrime del pizzaiolo, si era quasi convinto a non emettere alcun verbale. Poi però il pizzaiolo ha insistito nel fare assaggiare ai carabinieri una fritta, e allora i Nas non hanno più avuto dubbi: chiusura immediata e 3.000 euro di multa.

Il consiglio comunale farlocco. Attratti dalle urla di protesta di un cittadino, inviperito per la chiusura della sua friggitoria preferita, i carabinieri hanno chiesto al tizio le generalità. La risposta è stata poco opportuna: «Generalmente a quest’ora non faccio una mazza, ma ora devo andare in consiglio comunale, quindi non ho molto tempo da perdere con voi che nemmeno sapete chi sono io». I militari seguirono il cittadino fino al Municipio e strada facendo scoprirono l’identità del soggetto. Si trattava di un certo Poco Di Buono, eletto a furor di popolo con oltre 160 voti nella lista “Noi con Marini”, l’ideologo che aveva lanciato la campagna per “Brindisi di nuovo capitale d’Italia”.

Da sempre disoccupato, Poco di Buono, si era guadagnato i voti grazie alle tre inchieste che lo avevano avuto per protagonista e all’apprezzato slogan elettorale: “Basta far mangiare sempre le stesse persone!”.  Lungo il percorso verso Palazzo di Città, i carabinieri furono costretti a sorbirsi buona parte delle rivoluzionarie idee del personaggio, dai forni crematori per gli immigrati al contributo di solidarietà di 3.900 euro al mese per i disoccupati brindisini (“ma non per tutti, solo per quelli che davvero non vogliono lavorare”).

Ormai rincoglioniti da così tante originali bozze di legge, i militari speravano di trovare conforto in discorsi di alta politica durante la seduta del consiglio comunale, ma rimasero delusi, perché con loro sommo stupore scoprirono che nell’assemblea non v’era traccia di politici. E fu così che i Nas chiusero anche il consiglio comunale.

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