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Nove domande scottanti a Mimmo Mele

Mele, ci spiega per quale motivo, all'improvviso, lei sembra fare un po' schifo a certi ambienti del Pd?

Mele, ci spiega per quale motivo, all’improvviso, lei sembra fare un po’ schifo a certi ambienti del Pd?

Guardi, forse è più semplice svelare il 18° segreto della Madonna di Fatima...

Diciamo la verità, il suo nome è scomodo: la notte all’hotel romano, la escort, la cocaina. Anche se ne è uscito pulito, certe cose evidentemente non passano mai.

Forse ha ragione, ma dovrebbero ricordarselo anche quando votano le delibere di giunta, accettano incarichi...

Giusto, però Emiliano è un ex magistrato, non può mica sentirsi dire di essersi alleato con Mele.

Ma lei crede che a me il dover andare a braccetto col Pd non faccia schifo?

In effetti non le possono dare tutti i torti. Ma come spiega le sue dimissioni e la nuova candidatura?

Sono fatto così: a me piace giocare. E se mi sfidano, io rilancio.

Intanto a Carovigno da mesi si registrano strani eventi, incendi, minacce... Nulla da dire?

In effetti è vero: la situazione del traffico a Carovigno inizia a diventare insopportabile. Non si possono impiegare tre minuti per andare da una parte all’altra della città. Una volta rieletto mi occuperò personalmente dell’emergenza.

Veramente parlavamo d’altro...

E stia tranquillo che mi occuperò anche del resto, ma prima bisogna risolvere i problemi che ai cittadini stanno più a cuore.

Come giudica l’arresto di un suo collega che un anno fa dichiarò “se sono un mafioso mi devono arrestare”?

Dico solo che a volte è meglio tacere.

Ma quali sono i valori che condivide con il Pd?

Beh, le orecchiette della trattoria “da Pino”, ma anche le brasciole di “Gina Purpetta” non sono male. Sono cose che condividiamo da anni. Emiliano dovrebbe venire a provarle.

Ma lei pensa di essere più furbo di tutti?

Di tutti no. Ma di molti sì. Non ho dubbi.

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