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Messaggi dall'Università in lotta: il comunicato dell'Udu sulla contestazione a Fini

LECCE – Sulla contestazione al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dicono la loro i protagonisti della protesta, un movimento che non solo – come ampiamente dimostrato – sa comunicare e interagire attraverso una rete interna, ma si è ben organizzato per comunicare all’esterno. BrindisiReport rilancia due dei tre comunicati ricevuti oggi dall’ufficio stampa degli studenti dell’Università del Salento riuniti nell'Udu.

LECCE - Sulla contestazione al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, dicono la loro i protagonisti della protesta, un movimento che non solo - come ampiamente dimostrato - sa comunicare e interagire attraverso una rete interna, ma si è ben organizzato per comunicare all'esterno. BrindisiReport rilancia due dei tre comunicati ricevuti oggi dall'ufficio stampa degli studenti dell'Università del Salento riuniti nell'Udu.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini in mattinata ha incontrato a porte chiuse il Rettore dell'Università del Salento e i rappresentanti degli studenti. Nel frattempo che nel Rettorato si teneva questo incontro, circa 200 fra studenti universitari, medi, dottorandi, ricercatori e docenti precari occupavano la piazza sottostante contestando la scelta di Fini di votare, martedi 30 novembre, a favore del Ddl Gelmini; ennesima incoerenza di una figura politica, che un giorno fa salire sui tetti i suoi parlamentari dimostrando di condividere le ragione della protesta, per poi sconfessarsi nella serata dichiarando il suo appoggio al Ddl.

Ormai è chiaro: l'interesse di Fini è stato quello di immolarsi in difesa dell'università solo ed esclusivamente per una passerella politica e per incrementare il suo potere in vita delle prossime elezioni. Durante l'incontro i rappresentanti degli studenti dell' UDU (tre senatori accademici, due consiglieri d'amministrazione, un membro del nucleo di valutazione) hanno presentato un documento, elaborato dal "Ateneo Salentino Occupato", in cui si metteva in evidenza la corresponsabilità di Fini nel progetto di riforma dell'università avendo votato nel 2008 i tagli agli atenei contenuti nella legge 133, e continuando a sostenere un governo che cerca di distruggere la libera conoscenza.

Nonostante le ultime dichiarazioni, siamo convinti che il Ddl possa ancora fermarsi, dalle atenei e le facoltà in mobilitazione deve uscire la proposta alternativa di riforma dell'università, perché siamo convinti che una riforma sia necessaria, ma deve essere fatta negli interessi degli studenti e non dei rettori o baroni che in accordo con il governo stanno portando avanti il Ddl.

Martedì 30 Novembre, nella giornata in cui sarà votato il DDL, scenderemo in piazza a Lecce, come nel resto d'Italia, per continuare ad esprimere il nostro dissenso.

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Questa sera alle 19 L'Ateneo Salentino Occupato propone un dibattito con don Raffaele Bruno referente regionale di Libera.

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