Pendolari stufi: pullman bloccato per protesta

BRINDISI - Il disagio degli studenti pendolari cresce, e dopo l'incontro in Provincia e in attesa della verifica delle contromisure decise con le aziende di trasporto locale, le cose non sembrano cambiate di molto. Infatti stamani gli studenti pendolari di S.Pietro Vernotico sono passati ai fatti.

Studenti pendolari brindisini

BRINDISI - Il disagio degli studenti pendolari cresce, e dopo l'incontro in Provincia e in attesa della verifica delle contromisure decise con le aziende di trasporto locale, le cose non sembrano cambiate di molto. Infatti stamani gli studenti pendolari di S.Pietro Vernotico hanno deciso di passare ai fatti, come fa sapere l'Unione degli Studenti della provincia di Brindisi.

"Tornano le mobilitazioni studentesche e le forti rivendicazioni sul diritto allo studio dei giovani brindisini. Dopo il grande successo della pagina Facebook istituita dall'unione degli studenti Brindisi 'Se questo è un pendolare', spazio destinato a sfoghi e denunce sul tema dei trasporti pubblici, quest'oggi si è compiuta un ulteriore protesta sulla questione. Gli studenti pendolari di San Pietro Vernotico questa mattina, stufi di una situazione invivibile e inaccettabile, hanno 'bloccato' la corsa del pullman per circa 15 minuti alla fermata nel loro paese".

Gli studenti, circa 50, fa sapere l'Uds, "si trovavano alla fermata in attesa del pullman che ogni giorno gli permette di giungere a scuola a Brindisi, e come ogni giorno il mezzo all'arrivo alla fermata era già strapieno. Così i ragazzi, esibendo cartelli di protesta, si sono posti tra il pullman e la strada, stufi di una situazione insostenibile ed invariata ormai da troppo tempo. Con questa azione, alla quale ne susseguiranno altre, gli studenti della provincia di Brindisi lanciano la mobilitazione indetta per il 15 novembre"

Ma c'è il rinnocato appello alle istituzioni: "Rinnoviamo l'appello alle società di riferimento e alle istituzioni per la risoluzione del grosso problema vissuto nel nostro territorio. Il 15 torneremo in piazza ad urlarlo con forza e a difendere il nostro diritto allo studio". Si spera che si passi ai fatti anche a livello amministrativo.

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