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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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A un Pd senza segni vitali come quello brindisino non m'iscriverei neppure io

L'intervento di Enzo Casone su BrindisiReport.it ha stimolato in me alcune amare riflessioni sullo stato in cui versa il Pd e che si aggiungono pero' a quelle tutte positive e propositive da me recentemente scritte sempre per BrindisiReport.it con l'intento di rilanciarne forza, radicalita', visione e senso di comunita' dotata di pensiero politico. Mi capita ormai sempre piu' spesso di incontrare amici, compagni, elettori che mi chiedono informazioni sul Pd, sulle sue iniziative, sulle proposte di questo partito per la vita reale dei cittadini, giudizi su cio' che sta avvenendo in citta' e in provincia.

L'intervento di Enzo Casone su BrindisiReport.it ha stimolato in me alcune amare riflessioni sullo stato in cui versa il Pd e che si aggiungono pero' a quelle tutte positive e propositive da me recentemente scritte sempre per BrindisiReport.it con l'intento di rilanciarne forza, radicalita', visione e senso di comunita' dotata di pensiero politico. Mi capita ormai sempre piu' spesso di incontrare amici, compagni, elettori che mi chiedono informazioni sul Pd, sulle sue iniziative, sulle proposte di questo partito per la vita reale dei cittadini, giudizi su cio' che sta avvenendo in citta' e in provincia.

Si rivolgono a me, per la mia storia, per la mia vecchia militanza ma anche perche', forse, non trovano altri interlocutori. Domande cui faccio fatica a rispondere perche' non ho notizie, in quanto non informato e ormai lontano dai circuiti decisionali. E' difficile, pero', dare torto a chi pensa che il Pd, pur essendo un partito che gode ancora di consenso, non riesce a essere visto come una organizzazione unita, affidabile, utile, attrattiva ed espansiva e soprattutto in grado di avere un rapporto costante con la societa'. Se non si riesce a tenere contatti, a informare, a far conoscere con tempestivita' giudizi, prese di posizioni, questo partito sara' destinato sempre piu' a diventare un aggregato di comitati elettorali tenuti assieme da interessi e convenienze individuali e non certamente da analisi sociali e politiche e da idee condivise.

Il silenzio e l'assenza del gruppo dirigente del Pd brindisino dalla vita reale è la fotografia della difficolta' di un partito ormai senza anima, senza idee, senza rapporti e, come si diceva una volta, senza una linea. E non mi si dica che i voti ottenuti in citta' sono il risultato di consensi al Pd e non invece la somma di voti individuali che in queste elezioni hanno trovato dorato rifugio in questo partito. Tutto ormai ruota attorno ai rappresentanti isituzionali, alle loro fameliche voglie, ai loro posizionamenti, alle loro convenienze e ambizioni del momento. La stessa politica delle alleanze che pure ha fatto vincere al Pd le ultime e le precedenti elezioni amministrative, rischia di non produrre risultati di buona politica o di essere annullata da logiche individualistiche e di mero potere gestionale.

Senza idee, senza progettualita', senza un senso di comunita', e senza una sede di dialogo e di confronto su tutto questo, il rischio della diaspora permanente e' molto forte, cosi' come di apparire e di essere solo comitati elettorali, congregazioni di potentati locali-istituzionali per la cui tenuta non c'e' bisogno di gruppi dirigenti con idee, ma solo di "sensali" capaci di mediare e distribuire promesse, prebende, collocazioni sulla base di richieste, di rapporti di forza del momento, dei pesi elettorali. Quando un partito si organizza così, e vive di questo, difficilmente puo' esprimersi autonomamente e pesare o essere cercato dalla societa'. Quando un partito è fatto di supporters e di tifosi rancorosi, di tesseramento di iscritti dell'ultima ora, buoni solo per far vincere un congresso, per poi scomparire e ricomparire poi alla bisogna (formazioni di liste, distribuzione di incarichi interni o esterni, demonizzazione di chi non la pensa allo stesso modo, ecc.), è un partito che rinuncia irresponsabilmente ad essere soggetto collettivo pensante, strumento di crescita culturale e politica.

Un'organizzazione cosi' non avra' mai autorevolezza, prestigio, affidabilita', credibilita', autonomia politica e culturale. Coloro che sono chiamati a rappresentarlla non saranno mai visti e considerati per le loro idee ma solo per la loro appartenenza a qualcuno o per i voti ottenuti. In provincia di Brindisi in questi ultimi mesi, dopo le elezioni che, se sono andate bene nella citta' capoluogo non atrettanto si puo' dire negli altri comuni dove si e' votato, sono accaduti fatti e si sono determinate situazioni sociali e istituzionali che avrebbero richiesto e richiedono giudizi, riflessioni, prese di posizioni del partito piu' rappresentativo del centro-sinistra quale e' il Pd.

Dopo l'attentato e la strage del 19 maggio alla scuola Morvillo-Falcone e l'autonoma e intelligente reazione degli studenti attraverso tutte le iniziative decise e sostenute da un movimento di tipo nuovo, dopo le scelte contenute nei provvedimenti del governo Monti che chiaramente avranno una ricaduta sulla vita sociale, sul sistema produttivo, sulla tenuta e sul funzionamento dei livelli istituzionali del nostro territorio, non c'e' stata da parte del Pd e del suo gruppo dirigente una riflessione, una idea, una proposta in grado di sintonizzarsi con la societa', con la tensione, con le preoccupazioni, con le incertezze presenti in tanti strati sociali.

Dalla stampa poi si apprende che la candidata a sindaco del Pd nel Comune di Fasano si e' gia dimessa, che sono stati commissariati alcuni circoli, che e' stato diffuso un documento di tre consiglieri provinciali del Pd in contrapposizione alle scelte e ai comportamenti della maggioranza nell'amministrazione provinciale, che l'intero gruppo provinciale ha abbandonato il consiglio nella strafottenza piu' assoluta del presidente Ferrarese e dei suoi gruppi, che un consigliere regionale ma anche provinciale ha comunicato che esce dalla maggiranza regionale per dissenso sulla politica sanitaria (sarebbe piu' corretto dire della politica dei reparti ospedalieri), che una lista che ha contribuito alla vittoria elettorale in citta' e' passata all'opposizione, che l'area di sinistra del pd cittadino ha presentato un documento con cui si ribadiscono diversita' di opinioni e di visioni, che si stanno organizzando associazioni.

Per non parlare di cio' che accade nella gestione di importanti enti e settori dellla economia provinciale, del suo territorio, del suo ambiente, delle sue infrastrutture. Non credo che tutto questo sia figlio di vivacita' o di fermento culturale e politico, ma penso invece che sia espressione solo di un malessere, di un disagio diffuso e a cui non si riesce, per volonta' o per incapacita' a dare risposte e soluzioni. E grazie al senatore Tomaselli e al consigliere Romano se attraverso le loro singole prese di posizioni e le loro inziative appare ogni tanto il riferimento al Pd. E' assordante e intollerabile il silenzio del segretario provinciale e degli organismi dirigenti del Pd su quanto accade in questa provincia e nella citta', dove il Pd, come alla Regione, ha importanti responsabilita' di governo. Iscriversi ad un partito cosi' a cosa serve soprattutto se non si hanno interssi individuali e se non si vuole essere capo o suddito di alcuno? Anche ad un vecchio e responsabile militante come me comincia a venire questo dubbio.

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