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Gioco, sfida o malessere giovanile: ma di alcol si può morire

Sembra che l’assunzione di alcol abbia un nuovo volto. Da quanto ha riportato il Corriere della Sera sono arrivati, ad esempio, i “tampax etilici”. Già presenti negli anni passati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, giungono in Italia e anche la nostra regione ne è stata coinvolta

Sembra che l’assunzione di alcol abbia un nuovo volto. Da quanto ha riportato il Corriere della Sera sono arrivati, ad esempio, i “tampax etilici”. Già presenti negli anni passati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, giungono in Italia e anche la nostra regione ne è stata coinvolta. Sono tamponi imbevuti di vodka e inseriti nella vagina o nel retto tali da velocizzarne  assorbimento e scorrimento nel corpo. Per nascondersi dai genitori, gli adolescenti hanno inventato questo nuovo modo per assumere alcool.

Alte percentuali di minori che bevono, tanto da sentirsi male e finire in coma etilico, riportano le cronache all’indomani delle notti di S. Lorenzo e Ferragosto. Sembra che il binomio adolescenti e consumo di alcolici abbia contrassegnato questa calda estate 2015 nel nostro Paese. Moda, gioco o nuovo canale per comunicare un malessere? In ogni caso pare che non ci sia spazio al divertimento poiché l’assunzione di alcool frena gli animi adolescenziali, e regala solo ricoveri in ospedale. Se consideriamo che non sono le cose a farci stare bene o male ma cosa pensiamo, valutiamo e facciamo di quelle cose, in effetti non è l’assunzione di alcool che preoccupa, quanto l’età prematura ed una quantità esagerata.

Per sballarsi, divertirsi, superare il limite consentito, sfidare la sorte o l’autorità, imitare adulti o coetanei, sentirsi parte di un gruppo, non essere esclusi, provare sensazioni piacevoli, evadere dai problemi, dal senso di vuoto, disinibirsi prima di un rapporto sessuale sono ingredienti che muovono gli adolescenti ad inventarsi un nuovo modo per ingerire bevande alcoliche. Forse ci si ripete:  “Posso fare ciò che voglio, sono grande”.

Tutte le generazioni hanno e hanno avuto i loro modi di gustare l’adolescenza scontrandosi con il sistema. La riflessione cade sul dove porta ogni novità; la sfida, lo scontro, la crisi sono salutari quando costruiscono, fanno cambiare crescendo, se nella salita si arriva in alto, a un punto di svolta.  Se da una parte è vero che solo cadendo s’impara a camminare, non si giustifica assolutamente la tesi che per crescere occorra fare qualcosa di nocivo per la salute.

Bere tanto non è un incidente, un caso occorso, ma qualcosa di voluto, organizzato, inventato scrupolosamente, pianificato e poi messo in atto in modo fantasioso e apparentemente divertente. Si rischia di incorrere nel cosiddetto binge drinking: abbuffata di cinque o più bevande alcoliche al di fuori dei pasti in breve tempo. Ingerire volutamente quantità esagerate e ripetute di alcol trova come scopo quello di provare ebbrezza fino alla completa perdita di controllo. La situazione si arguisce in situazioni sociali, piuttosto che, quando si è soli.

Nelle abbuffate del bere esiste sia la pericolosità indotta dalla quantità eccessiva di alcool, sia quella dovuta alla modalità di ingestione che amplifica l’impatto negativo sulla salute psicologica, cognitiva e organica. Se si incorre nella dipendenza da alcool, potrebbero verificarsi sintomi di astinenza come depressione, disturbi del sonno e sessuali, irritabilità. Si riscontrano anche scarsa concentrazione, difficoltà nell’apprendimento e nella memoria durante le normali attività quotidiane, scolastiche o lavorative, con ricadute nelle aree sociali. Se si eccede continuamente nel bere si rischiano incidenti, atti violenti, di vandalismo, rapporti sessuali non protetti con predisposizione al contagio di malattie virali e gravidanze indesiderate.

Recenti studi americani dimostrano che l’alcol bevuto velocemente ha effetti più deleteri rispetto alla stessa quantità assunta con più dilazione temporale. Pare inoltre che bere grosse quantità di alcol in tempi rapidi, in particolare durante i week end o durante le feste e poi mantenere durante il resto dei giorni sobrietà dagli alcolici, è molto pericoloso in quanto, può aumentare gli effetti negativi dei momenti di abbuffate alcoliche.

Efficaci strategie preventive per ridurre questo fenomeno potrebbero essere oltre a leggi adeguate per il consumo di alcool, una più attenzione pubblica e diffusione d’informazioni sui rischi in cui si incorre. Inoltre sarebbe utile non sottovalutare una buona comunicazione in famiglia. Regole che diminuiscono man mano che i figli crescono, regole che divengono meno severe e un calo della comunicazione tra genitori e figli siano fattori che correlano con l’insorgenza dell’uso di alcool. Questo non implica necessariamente che chi vive queste esperienze incorre nel bere, ma può essere più predisposto di altri.

Sembra proprio che regole e comunicazione portino a mantenere dei confini ben definiti tra ruoli genitoriali e figli garantendo ai primi una certa autorità che i secondi dovrebbero rispettare. Il binomio vincente potrebbe essere allora la combinazione di poche e chiare regole con una certa dose di ascolto, assertività e disponibilità puntando alla qualità del tempo speso con i figli. Non si possono né devono voltare le spalle ad un disagio giovanile, e non solo, che si esprime sotto forma di abbuffate alcoliche ripetute.

Inoltre cercare la colpa fuori non è costruttivo, ma rischia di giustificare un comportamento che vuole comunicare proprio il contrario: il bisogno personale dell’adolescente di essere ascoltato, compreso per la sua età cronologica. Sia figli che genitori hanno lo stesso diritto di condividere insieme un tempo ed una spazio ritagliato, in cui ci si mette allo stesso livello del minore, per gustare con lui speranze, sogni, difficoltà e confusioni. (rita.verardi@libero.it)

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