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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Cuperlo o Renzi? Il partito non può coincidere con i comitati elettorali

Dall'Assemblea nazionale, insieme al dato molto negativo della confusione e dello smarrimento determinato dall'impasse sul numero legale, emergono comunque le potenzialità di una leadership rinnovata alla guida del Pd. Cuperlo, Renzi, Civati, Pittella, come altri, costituiscono risorse significative per le sfide che ci attendono.

Dall'Assemblea nazionale, insieme al dato molto negativo della confusione e dello smarrimento determinato dall'impasse sul numero legale, emergono comunque le potenzialità di una leadership rinnovata alla guida del Pd. Cuperlo, Renzi, Civati, Pittella, come altri, costituiscono risorse significative per le sfide che ci attendono. Facciamo tutti un grande sforzo per far leva su queste potenzialità .

Personalmente sono molto convinto che per rilanciare la missione del Pd come luogo di riorganizzazione unitaria dei riformisti italiani ed europei Gianni Cuperlo è proposta adeguata. Nel tempo nuovo che ci sfida il ruolo del Pd e dei partiti progressisti non è solo la contingenza pure importante rispetto al Governo.

Le elezioni in Germania, o in Italia i quesiti sulla origine, gli obbiettivi, la durata del Governo Letta sono essenziali. Ma davanti al crocevia della storia umana l'orizzonte di una nuova sinistra è quello dettato dai dilemmi affrontati dal nuovo Pontificato.

Riattualizzando quel "dare a Cesare quel che è di Cesare, dare a Dio quel che è di Dio", la politica ritrova il suo senso se rilegge e rappresenta i valori e i bisogni contemporanei di libertà e dignità della persona, la tensione all'uguaglianza, un nuovo paradigma dello sviluppo in armonia con l'ambiente naturale .

E se è in grado di costruire forme politiche e istituzionali adeguati a regolare democraticamente e a orientare verso quei fini quel che la logica pura del mercato e soprattutto la finanziarizzazione senza regola della economia produce in termini di negazione dei diritti delle persone e distrugge in termini di risorse naturali sempre più scarse.

A questi fenomeni in Italia si aggiunge il peso della cronica debolezza delle strutture statali, del divario Nord- Sud, dell'esclusione dal lavoro di una intera generazione . E in campo politico la presenza di una destra dalla natura proprietaria, carismatica, antieuropea. Applicarsi totalmente con le migliori energie politiche, culturali, morali alla rifondazione del Pd e' scelta decisiva e di medio periodo.

Essa riguarda la nuova architettura del sistema politico, e la formazione dal basso, nelle pieghe della società , di un nuovo senso comune fondato sul civismo e sulla partecipazione. Da qui il mio sostegno alla visione di Cuperlo e di una nuova generazione già in campo da tempo su questi temi. Le mie obiezioni e le mie distanze da Renzi per converso riguardano la scorciatoia mediatica e provinciale con cui affronta la crisi democratica, la sostanziale identificazione della nuova forma partito con istituzioni ed eletti.

E sulla contingenza, considero negativo per chi si propone come leader di un cambiamento epocale l'atteggiamento strumentale verso il Governo Letta (fino a prefigurare, per esempio, con il mantenimento della regola nello statuto sulla coincidenza fra segretario e premier la sostanziale esclusione di un leader possibile, oggi Letta domani altri, dalla gara congressuale).

Il Governo Letta finisce se non corrisponde alla sua missione di servizio per l'Italia: riforme istituzionali, legge elettorale, negoziazione con l'Europa di margini per politiche di sviluppo. Non può cadere per ragioni di Statuto o di dualismo interno al Pd. Altrimenti dopo la prova nefasta della elezione del Presidente della Repubblica, ci confermeremmo con la nostra instabilità un problema per l'Italia, non la risorsa più grande. E determinando contemporaneamente il commissariamento del l'Italia da parte della soffocante austerità della troika europea, come ci avverte Fassina.

Per questo risolvere ora questo punto dello Statuto rappresenta il banco di prova della responsabilità per tutti. Magari affidando al Congresso sovrano la scelta di sistema che sottostà alla norma: bipartitismo o bipolarismo. Liberiamo dunque il Congresso da trappole e manovre insopportabili, che hanno il solo risultato di indebolire la nostra credibilità e demotivare la nostra gente. Affidiamoci al confronto libero fra opzioni diverse e al diritto sacrosanto di iscritti ed elettori di scegliere il comune destino.

Quanto ai congressi del territorio, credo che debbono essere un punto di svolta per affermare il carattere compiutamente federale del Pd. E quindi essere svolti sulla base della piena autonomia dai vincoli di corrente nazionale o di cordata dei notabili locali, vecchi e nuovi. Devono essere momento di riflessione e di progetto sulla nostra realtà , soprattutto in Puglia dove è nata l'esperienza peculiare della Primavera (per esempio sulla istituenda città metropolitana), sulle forme politiche della innovazione, sul ricambio della classe dirigente investendo verso giovani e donne che non fanno coincidere esclusivamente la direzione politica come trampolino istituzionale.

Quando in Puglia, per esempio, il vertice politico o segretario regionale è stato coincidente con una importante funzione istituzionale e di governo è cominciata la crisi della Primavera. E' avvenuto con Vendola per Sel e le Fabbriche, è avvenuto con Emiliano per il fenomeno dell'onda Emiliano e nel Pd. La concentrazione e sovrapposizione di funzioni genera poteri irresponsabili, ovvero che non danno conto a iscritti ed elettori. Così si compiono scelte politiche, programmatiche e gestionali molto controverse sul versante istituzionale .

E sul versante politico-sociale si annulla di fatto il ruolo della cittadinanza attiva e dei corpi intermedi nei processi partecipativi e decisionali, e si fa coincidere il partito con i comitati elettorali degli eletti. Con tutte le distorsioni che questo in genere comporta soprattutto quando non ci sono regole assolute per il ricambio. Diamo vita in Puglia dunque ad un percorso parallelo e autonomo rispetto al quadro nazionale. Raccogliamo le energie positive e sinceramente interessate alla missione comune e facciamo rivivere l'orgoglio della originalità e della creatività politica della sinistra pugliese.

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