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ETF, ecco un fondo che le banche non vi propongono

Gli ETF, strumenti finanziari simili ai fondi comuni di investimento, festeggiano i loro primi 10 anni, rimanendo una delle innovazioni finanziarie più rivoluzionarie e vantaggiose in un decennio di risparmio tradito, scandali, bolle e crisi finanziarie. Il successo degli Exchange Traded Funds (ETF) è dimostrato dai volumi scambiati e dai contratti sottoscritti nelle principali Borse europee, con trend di crescita a 2 cifre in tutta Europa.

Gli ETF, strumenti finanziari simili ai fondi comuni di investimento, festeggiano i loro primi 10 anni, rimanendo una delle innovazioni finanziarie più rivoluzionarie e vantaggiose in un decennio di risparmio tradito, scandali, bolle e crisi finanziarie. Il successo degli Exchange Traded Funds (ETF) è dimostrato dai volumi scambiati e dai contratti sottoscritti nelle principali Borse europee, con trend di crescita a 2 cifre in tutta Europa.

Nonostante queste premesse, c'è da dire che i notevoli benefici degli ETF sono stati sfruttati maggiormente dagli investitori istituzionali, mentre per i piccoli risparmiatori, poco informati, questi strumenti rimangono quasi del tutto sconosciuti, anche a causa degli obiettivi distributivi di banche e intermediari finanziari, che non hanno alcun interesse commerciale a promuovere gli ETF. Questo dipende principalmente dal fatto che un ETF costa al risparmiatore mediamente un terzo di un normale fondo comune di investimento.

La commissione di gestione di un ETF si attesta mediamente tra lo 0,2% e lo 0,35% contro un costo medio di un fondo dell'1,3%, considerando solo le commissioni di gestione (si può arrivare sino al 4% del patrimonio investito includendo tutti gli oneri gravanti sul fondo). Inutile, quindi, aggiungere che con margini così risicati, ai gestori degli ETF rimarrebbe ben poco da retrocedere ai soggetti collocatori (sportelli bancari o promotori finanziari).

Ecco perché ai piccoli risparmiatori i canali distributivi non suggeriscono quasi mai gli ETF. Il motivo per cui questi costano così poco è che chi li emette non deve pagare alcun gestore, cioè il soggetto che sceglie quali titoli comprare e vendere nei mercati finanziari. Un ETF replica automaticamente un indice di titoli (ad es. il FTSE/Mib). Se ad esempio il mercato guadagna l'1%, anche l'ETF guadagna l'1%. Questa è la straordinaria innovazione che sta alla base del successo degli ETF.

Dai fondi comuni ci si aspetterebbe allora che il maggiore costo sostenuto dai risparmiatori che li sottoscrivono fosse compensato da rendimenti superiori ai mercati di riferimento (c.d. benchmark). Purtroppo i risparmiatori devono subire oltre al danno (maggiori costi) anche la beffa (minore performance). Un'ampia letteratura[1] sostiene infatti che la maggior parte dei fondi di investimento tradizionali non è in grado di battere sistematicamente i propri mercati di riferimento. Ciò dipende, semplificando, dal fatto che nessun gestore è in grado di prevedere i mercati finanziari per molti anni consecutivi.

E quand'anche per qualche motivo vi fossero anni in cui il gestore batte il mercato, è dimostrato statisticamente che non vi è garanzia di persistenza di tale bravura. In parole povere, si tratta spesso di fortuna! Le eccezioni esistono, ma sono rare. Scovare pertanto i gestori di fondi realmente bravi è impresa ardua. E allora perché pagare di più per ottenere di meno? Molto spesso risulta invece premiante acquistare un buon ETF che replichi i mercati in cui il risparmiatore intende investire. Nel peggiore dei casi si perde quanto perde il mercato più i costi dell'ETF. Nel caso dei fondi, alla perdita del mercato vanno aggiunti costi di gestione molto più alti.

Gli ETF[2] sono quindi strumenti finanziari quotati (come le azioni) che hanno rappresentato in questo decennio un validissimo sostituto dei fondi comuni di investimento, questi ultimi ancora oggi troppo onerosi rispetto ai deludenti risultati ottenuti. L'auspicio è che a spegnere le candeline alla prossima ricorrenza ci sarà un maggior numero di piccoli risparmiatori che avranno compreso gli enormi vantaggi dell'investimento in ETF.

*Consulente finanziario indipendente

info@giovannifistetti.com

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