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Governo decisionista per il petrolio, assente per la crisi Brindisi

Passa sotto il silenzio assordante della politica locale la decisione da parte del governo di autorizzare i sondaggi sottomarini alla ricerca di petrolio

Passa sotto il silenzio assordante della politica locale la decisione da parte del governo di autorizzare i sondaggi sottomarini alla ricerca di petrolio che interesserà anche un lungo tratto del nostro mare. Praticamente tutta la costa pugliese, dal promontorio del Gargano fino a Taranto, è interessata alle trivellazioni. Il decisionismo dimostrato per la realizzazione di questo progetto si scontra con l’indifferenza riscontrata nei confronti di un territorio, quello brindisino, che da anni chiede con forza ed attende, quasi senza speranza, che il governo nazionale e regionale mostrino la stessa risolutezza per intervenire ed aiutare la stremata economia della provincia di Brindisi.

A nulla sono serviti gli appelli, le richieste di attenzione, le proposte, i continui richiami di una collettività che è ormai alla fame. Nulla hanno prodotto, fino ad oggi, gli impegni assunti dai vari personaggi che ci rappresentano nelle sedi istituzionali. I numerosi progetti di sviluppo sono rimasti sulla carta. Interventi strutturali, bonifiche, patti per il sud, masterplan, patto per la Puglia, costituzione delle zone speciali (ZES) nell’area industriale. Di tutte queste opere, che avrebbero potuto aiutarci, non è arrivato un euro. Le risorse si sono consumate nel tragitto da Roma a Bari.

Un esempio tra tutti: i soldi previsti per le bonifiche dell’area industriale, si dice che sono stati utilizzati, ma non si capisce come e quando. Questo quadro desolante si rivitalizza in questo periodo a parole con rinnovate promesse (la campagna elettorale è già iniziata) che, siamo sicuri, non porteranno risultati concreti. Pensavamo che l’incontro del 4 settembre con il ministro De Vincenti, annunciato a luglio scorso, sarebbe stato l’inizio di un confronto, finalmente decisorio. Così non è stato, non di certo per nostra inosservanza. Siamo ancora fiduciosi che il ministro mantenga il suo impegno.

Nel frattempo a livello cittadino si inaspriscono i problemi del Comune e della Provincia. Dal commissario prefettizio attendiamo la convocazione per la stabilizzazione degli LSU, la cui vicenda sta diventando una telenovela. Nel mentre la regione Puglia, su nostro interessamento, ha disposto maggiori risorse economiche da versare ai Comuni per agevolare il piano previsto, stranamente si nota la latitanza dell’amministrazione comunale per attuarlo. Lo stesso discorso vale per la Santa Teresa in cui si scambiano i problemi economici che attanagliano l’Ente provinciale, che ha avuto tanti vantaggi dalle proteste fatte dai lavoratori, con quelli della società in house.

Cosa è necessario fare. Per noi la Regione Puglia dovrebbe finanziare direttamente le commesse affidate alla Santa Teresa, dando in questo modo sicurezza ai lavoratori e certezza per un futuro più sereno. Non vorremmo che, ancora una volta, fossero coinvolti per raggiungere altri obiettivi. La Regione Puglia conosce benissimo quali sono le attività che svolge la società. Si dovrebbero canalizzare direttamente gli affidamenti per ottimizzare l’utilizzo delle risorse economiche. Serve buon senso e nuova capacità organizzativa per modificare, migliorandolo, un sistema amministrativo che fino ad oggi ha dimostrato carenze e limiti gestionali.

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