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Qual è l'emergenza vera per le spiagge: gli ambulanti o i ladri?

Un piccolo approfondimento alla luce degli episodi che continuano a colpire turisti e bagnanti nel Brindisino

Un'ato svaligiata sulla litoranea di Brindisi (repertorio)

La nostra opinione sull’emergenza ambulanti stranieri in spiaggia è simile a quella che il bravissimo e compianto Paolo Villaggio nei panni del ragionier Fantozzi esprimeva sul film  “La corazzata Potemkin”. Troviamo invece molto più realistica e assillante la preoccupazione di lasciare incustodita la nostra auto, o motocicletta, scooter, bici quando decidiamo di andare a fare il bagno su una spiaggia libera o una scogliera, oppure di fare una passeggiata in un bosco, in un parco naturale, magari fuori stagione.

Ciò che raccontiamo oggi in una articolo di cronaca, rappresenta un pensiero fisso, crediamo, comune alla stragrande maggioranza dei comuni cittadini. Ci romperanno un finestrino per frugare all’interno? Si porteranno via l’auto? Forse è meglio lasciarla aperta così almeno non fanno danni. Non tutti però hanno un’auto tanto vecchia da non suscitare appetiti ladreschi, da parcheggiare incustodita senza troppi crucci quando fanno a farsi una mezza giornata al mare, a caccia o a pesca, o fare trekking.

Diciamo la verità fino in fondo: non avremmo questo pensiero fisso se sapessimo che in giro ci fosse un numero sufficiente di pattuglie delle forze dell’ordine da scoraggiare i malviventi. E sentiamo la nostra libertà limitata da questo problema. Perché è limitazione alle nostre scelte personali vivere nel timore di subire un furto in casa o in auto mentre siamo momentaneamente assenti. E state tranquilli che quando ciò accade ad un turista, quello traccerà quasi certamente una bella croce con la matita rossa sulla zona dove è stato colpito dai ladri.

Da giornalisti, dobbiamo anche evidenziare che non pochi sindaci, e non poche fonti ufficiali delle forze dell’ordine non comunicano alla stampa il bollettino quotidiano dei furti nelle case di vacanza o lungo la costa proprio per “tutelare” l’aura di luoghi tranquilli e invitanti dei rispettivi paesi, città, coste. Dobbiamo arrabattarci per venirne a conoscenza. E’ più facile ricevere un comunicato sui tre o quattro extracomunitari pescati in flagranza sulle spiagge a vendere foulard e cappelli di paglia, bigiotteria talvolta taroccati e talvolta no.

Sono questi uomini e donne il problema numero uno? Qui le opinioni delle bertucce (altro che leoni) da tastiera non fanno testo. Fa testo l’onestà intellettuale di ciascuno di noi. E’ quella che conta. Vorremmo tanti poliziotti e carabinieri in giro da estinguere la piaga dei furti, e sappiamo che ciò, nelle attuali condizioni del nostro paese, non è possibile dopo anni di tagli alla sicurezza. Ma questo deve restare un obiettivo reale, non un argomento dei comizi spaventosamente aumentati in questi ultimi mesi.

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Si discuta seriamente di sicurezza, allora. E vedrete che la presenza degli ambulanti sulle spiagge finirà in fondo alla lista delle cose da fare. Da un lato, invece, si spinge il Paese a vivere nella paranoia quando i dati reali dicono invece che, malgrado tutto e malgrado le carenze di organici e mezzi, le forze dell’ordine e le procure italiane sono riuscite a ridurre sensibilmente il numero dei reati più gravi; dall’altro, paradossalmente, si trasforma in emergenza una situazione che non ha affatto tali connotati. Purtroppo molti si perdono nel polverone, e tornano alla realtà solo quando i ladri – non i famigerati vu cumprà – passano anche dalle loro parti.

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