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Scorcio della città sul Seno di Ponente. La foto è di Vito Massagli

Scorcio della città sul Seno di Ponente. La foto è di Vito Massagli

"Il nostro partito politico sia Brindisi. Riscoprire la dignità di cittadini"

Brindisi commissariata: da qui parte una nuova storia. Speriamo sia realmente così. La soluzione non credo possa essere quella che più soddisfa le aspettative

Brindisi commissariata: da qui parte una nuova storia. Speriamo sia realmente così. La soluzione prevista dalle vigenti normative ( art.141 del D.Lgs. n. 267/2000), che impongono lo scioglimento del consiglio comunale con conseguenziale commissariamento prefettizio, allorquando, come accaduto a Brindisi, sono cessati dalla carica per dimissioni contestuali la metà più uno degli eletti, non credo possa essere quella che più soddisfa le aspettative di coloro che credono fermamente nella più ampia democrazia partecipata, in quanto rappresenta il brutale ridimensionamento della nostra autorappresentazione.

Ma tant’è, questo accade nella nostra tanto vituperata città. Ed anche in maniera reiterata, purtroppo, visto che tale modalità di “governance” è stata attuata a più riprese per le note vicissitudini politiche che hanno caratterizzato la nostra città in questi ultimi anni. Le vicende che in questi giorni stanno occupando il proscenio e che hanno come attori associazioni e movimenti pseudo politici, vedono, purtroppo, il riproporsi di vecchi e logori schemi che non solo non hanno più nulla da dire, ma ritengo siano la genesi del disastro etico che sta condizionando il vivere quotidiano della città, quasi fatalmente accondiscendente ad essere “guidata”, “indirizzata”, “instradata” da una entità, se pur competente e rispettabile, non certamente rappresentativa della realtà locale.

La città, invasa per mesi da rifiuti di ogni genere, ha avuto necessità dell’intervento di un commissario prefettizio per vedere applicata “l’ovvietà”, che rappresenta inequivocabilmente l’ordinarietà e non la straordinarietà dell’operato di una pubblica amministrazione. E quel che è peggio è che tale procedura interventistica, in aggiunta ad altre destinate alla risoluzione di ulteriori ed altrettanto serie problematiche, è stata attuata in un breve arco di tempo, quasi a dispetto dello scellerato modus operandi posto in essere, ahinoi, in precedenza.

Ed allora, perseverare nella riproposizione di una politica esiziale, responsabile della caduta di eticità, ancorché dello stato di confusione e disagio che caratterizza il milieu cittadino, non può che essere considerato un atto irresponsabile e perseguibile moralmente, proprio perché chiaramente indirizzato a perseguire poco nobili  scopi con finalità inconfessabili.

Il maldestro tentativo di acquisire consensi attraverso la convocazione di mercenari portavoti o profittando, magari, dello stato di bisogno e di disagio delle periferie, non possono che essere considerati schemi che offendono la dignità umana, perseguendo una logica di potere che ha dato origine all’evidente degrado civico, culturale ed economico.

Tale stato di cose ha favorito inevitabilmente “l’assalto alla diligenza” perpetrato da personaggi provenienti da lontano e determinando di conseguenza una evidente mancata rappresentanza della città nelle istituzioni che contano, mortificando, quindi, una intera comunità. No, Brindisi non merita tutto questo scandaloso, suicida andazzo. Così come ripulita la città dai cumuli di rifiuti, così la frazione di “pattume” politico deve essere necessariamente portata in discarica, senza possibilità di “riciclo”; e questo deve essere attuato non di certo con interventi “commissariali” che, forse, in questi casi sarebbero opportuni, ma attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini di Brindisi che dovranno riavvicinarsi alla virtù del dialogo, del confronto e della partecipazione.

Quindi, è solo dalla riconduzione alla socialità del cittadino, mortificato e ridotto al silenzio, che si deve ripartire al fine di trovare nuove identità capaci ed in grado di rappresentare Brindisi per la strada e nelle istituzioni, aborrendo ovviamente  l’idea di poter essere amministrati da una governance eletta da una sparuta minoranza di elettori. Oggi la città, ed è questa la vera emergenza, paga pesantemente l’assenza di un vero progetto politico che, inevitabilmente, condizionerà a medio-lungo termine la ripresa dei vari comparti sociali e produttivi del territorio.   

Solo attraverso una introspezione più approfondita e seria delle nostre azioni, una revisione dei nostri comportamenti, lasciati per anni allo stato brado e intristiti dalla continua ricerca di “profittantismo” senza freno, spesso illecito e dannoso, la riappropriazione dell’eticità resa per anni latitante, disattesa o mortificata potremo intravedere uno spiraglio di via di uscita da questo collasso diffuso.

E l’opera di sanificazione della società brindisina passa anche attraverso la scelta di identità in possesso di un reale potere politico e sociale, da identità che possono decidere, incidere, determinare movimenti virtuosi di crescita e di sviluppo, da identità in possesso di strumenti atti a trasformare i sistemi e creare benessere sostanziale e diffuso.

Per cui, siamo tutti convocati a ripensare con la massima attenzione ad ogni strategia da intraprendere  per la rinascita di Brindisi, ponendo altrettanta massima attenzione a non farci guidare in questo percorso dai soliti pifferai responsabili di un modus operandi iniquo, deleterio che ha mortificato terribilmente il nostro senso civico. Riappropriamoci della nostra dignità, patrimonio inalienabile. Non rinunciamo ad essere testimoni e protagonisti della nostra identità. Il nostro Partito Politico sia Brindisi.

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