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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Il terremoto elettorale scuote la baraccopoli dei Responsabili. Nessuno li richiamerà

Ad attendere con ansia il risultato dei ballottaggi non saranno solo i milanesi e i napoletani o i leader dei partiti politici o il premier. Un sottile malessere investe anche la piccola pattuglia dei “Responsabili” che d’un tratto rischia di trovarsi fuori dall’agone politico. Comunque vada si avvertono già le prime scosse del terremoto italiano e se vinceranno Pisapia e De Magistris l’onda tellurica si porterà via il governo e anche la legislatura. A questo punto questa piccola costruzione parlamentare, partorita nella mente di Berlusconi e alimentata dalle sue ricchezze, rischia di sfasciarsi. Non ci saranno più posti di governo per quelli rimasti fuori nella prima tornate di nomine e non vi sarà più macchina blu per quelli che sono riusciti a diventare vice-ministri o sottosegretari.

Ad attendere con ansia il risultato dei ballottaggi non saranno solo i milanesi e i napoletani o i leader dei partiti politici o il premier. Un sottile malessere investe anche la piccola pattuglia dei "Responsabili" che d'un tratto rischia di trovarsi fuori dall'agone politico. Comunque vada si avvertono già le prime scosse del terremoto italiano e se vinceranno Pisapia e De Magistris l'onda tellurica si porterà via il governo e anche la legislatura. A questo punto questa piccola costruzione parlamentare, partorita nella mente di Berlusconi e alimentata dalle sue ricchezze, rischia di sfasciarsi. Non ci saranno più posti di governo per quelli rimasti fuori nella prima tornate di nomine e non vi sarà più macchina blu per quelli che sono riusciti a diventare vice-ministri o sottosegretari.

Il "tutti a casa" che risuonerà come una campana a morto nelle segreterie dei transfughi mostrerà lo spettro di una difficile rielezione parlamentare. Alcuni di loro dicono di avere in tasca il foglietto sottoscritto dal coordinatore PdL Verdini che assicura il ritorno in parlamento, ma appare molto difficile che in una campagna elettorale all'ultima spiaggia con la corsa al seggio di vecchi berlusconiani o ex fascisti riciclati nella lavanderia di Arcore trovino posto deputati di nessun seguito, invisi ai loro elettori, privi di carisma. La guerra per bande nel PdL siciliano, con l'insidia della scissione "meridionalista" di Miccicchè, difficilmente lascerà spazi per Scilipoti. La Puglia di Fitto e di Mantovano non darà casa a Sardelli e agli altri che non potranno più contare neppure sul loro piccolo movimento sudista.

Razzi, il dipietrista radicale che per un mutuo di casa ha scoperto le virtù del premier, difficilmente troverà una circoscrizione estera in cui farsi eleggere e avrà davanti a sé molti rivali nella natia Pescara. Un'operazione ingloriosa rischia così di finire ancora più ingloriosamente come la pagina del peggiore e inconcludente trasformismo meridionale. In verità anche l'ipotesi che la destra ce la faccia in uno dei due comuni del ballottaggio apre scenari cupi. Bossi in questi giorni fa finta di tenere bordone a Berlusconi ma già prepara il salato conto leghista. Nel Pdl lo scontro fra i moderati e gli estremisti alla Santanchè farà vedere un bel film horror.

C'è, purtroppo, sullo sfondo un pericolo maggiore annunciato in queste ore dal peggioramento della stima delle maggiori agenzie internazionali sull'economia del paese. I tempi sono cupi, il governo traballerà, Tremonti cercherà di farlo sopravvivere stringendo ancora di più la cinghia. Tutte cose che confliggono con l'esosa e incosciente presenza di un drappello di parlamentari che hanno bisogno di far cassa per dimostrare ai loro elettori di contare qualcosa. Se li incontrate fategli le condoglianze, le ruspe si stanno abbattendo sulla loro baraccopoli.

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