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Domenica, 28 Novembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

L’ansia da separazione nell’arco di vita

Il legame istaurato con il caregiver diceva Bowlby “dura dalla culla alla tomba”. Il padre della teoria dell’attaccamento riteneva che questa relazione fosse parte integrante del comportamento umano per tutto l’arco di vita e si esprime nella vicinanza verso un individuo preferito

Il legame istaurato con il caregiver diceva Bowlby “dura dalla culla alla tomba”. Il padre della teoria dell’attaccamento riteneva che questa relazione fosse parte integrante del comportamento umano per tutto l’arco di vita e si esprime nella vicinanza verso un individuo preferito: un genitore da piccoli, il partner (o ancora il genitore o un’altra persona) da adulti. Nell’attaccamento sicuro il bambino si sente curato e protetto dai caregivers, in quello insicuro prova amore, dipendenza, paura del rifiuto e irritabilità, contemporaneamente.  

Con questo Bowlby non intende affatto delineare percorsi di vita prestabiliti per soggetti che sperimentano esperienze negative. La separazione dalla figura materna, evento traumatico per un bambino, è vissuto ed ha diverse conseguenza nell’arco di vita. È una tappa, delicata quanto importantissima, verso l’autonomia, la fiducia in se, nell’altro e nel mondo. Ecco che la qualità dell’attaccamento crea nel piccolo l’immagine del caregiver come accudente, presente, che dà fiducia oppure intrusivo, imprevedibile, distaccato nella cura affettiva.

Nel primo caso alla sicurezza offerta dalla presenza fisica del genitore che si prende cura, il bambino affianca la certezza del suo ritorno e la capacità di fare affidamento sulla sua immagine interna quando è lontano. Da adulto pertanto saprà gestire le difficoltà con fiducia, e le relazioni in genere con serenità, senza forti angosce per un momento più ostile. Se il passaggio del distacco risulta difficile per svariati motivi, si può incorrere in un disturbo d'ansia da separazione che colpisce molti bambini e che è importante risolvere nell'infanzia. Qualora le difficoltà permangano, l'adulto si porterà dietro questa ferita che genera una forte insicurezza nella gestione dell’autonomia personale e delle relazioni, specie quelle di coppia. 

I genitori molto protettivi, invadenti, sostituenti nelle azioni quotidiane, negativi verso le abilità del bambino e verso il mondo incentivano una bassa autostima nel piccolo che si traduce nell’ansia di non farcela e quindi di aver sempre bisogno di qualcuno. Non solo la mancanza di fiducia fa sì che il bambino pianga al distacco perché l’allontanamento dal genitore nella sua idea è: rimarrò solo contro un mondo cattivo e mamma o papà non torneranno. Il timore dell’abbandono da adulti: si traduce spesso nella gelosia, nell’idea che l'altro non ci ama quando è lontano, che ci tradisce e/o ci lascerà.

In più emergono difficoltà a restare a casa da soli, ad uscire da soli (attraversare la strada, girare in auto o a piedi da soli), a lasciare luoghi considerati sicuri e contemporaneamente si avverte un forte, morboso interessamento nei confronti delle figure primarie (madre, padre). La manifestazione dell’ansia da separazione negli adulti si disegna in vere e proprie crisi isteriche, rifiuto della realtà e somatizzazione della patologia con evidenti sintomi fisici: disturbi del sonno, continui mal di testa, tremore, violenza alternata ad abulia, propensione a gesti inconsulti e totale negazione della realtà. La sintomatologia si aggrava qualora ci sia una minaccia reale o peggiorata dalla rottura di questi legami (trasferimenti, nuovi legami, morte) che scatenano attacchi di panico. 

L'angoscia si può definire un affetto “senza nome” che non si riesce a tenere sotto controllo, la persona è terrorizzata all’idea di far qualcosa da sola o di separarsi ed è pietrificata nel suo comportamento in quanto non riesce a definirne le cause. I rimedi farmacologici e le terapie cognitivo-comportamentali (esercizi di esposizione graduale, tecniche di riattribuzione verbale) possono apportare un significativo giovamento in termini di cessazione dei sintomi d'ansia, o comunque alleviano tunnel di sofferenza che nel tempo può cronicizzarsi.

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