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La nuova destra italiana e la "barriera" delle tradizioni cristiane

L'ipocrisia della nostra classe politica che fa propaganda anti-immigrazione celando le colpe storiche della Chiesa

Continua senza soluzione di continuità la marchetta propagandistica clericale che Fratelli d’Italia (e tutta la Destra, in generale) fa alle supposte tradizioni cristiane sulle quali si baserebbe la nostra cultura. Tralasciando l’ipocrisia della nostra classe politica che esalta la famiglia tradizionale, pur non applicandola all’interno delle loro mura domestiche, infatti, Giorgia Meloni ha un compagno e una figlia ma non mi risulta sia sposata, Salvini convive ma è divorziato, su Berlusconi glisso perché ci vorrebbe un’enciclopedia, eccetera.

La Meloni, inoltre, non è nuova in queste manifestazioni pro-clericali: ricordiamo tutti quando, prima del Natale, ci deliziò con lo spot sul presepe, ultimo baluardo contro l’invasione extracomunitaria, non focalizzando, probabilmente, che se dal presepe eliminassimo gli extra-comunitari, probabilmente, resterebbero solo il bue e l’asinello. Con buona pace dei clericali nostrani, come recita l’articolo 7 della Costituzione, lo Stato italiano è uno Stato “laico” dove “lo Stato e la Chiesa cattolica, sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” ed ugualmente separate dovrebbero essere il credo religioso di ciascuno di noi (da vivere intimamente e nel rispetto delle altrui credenze o, non credenze) e le leggi dello Stato che coinvolgono l’intera cittadinanza.

Quali sarebbero, inoltre, queste “tradizioni culturali cristiane” a cui si fa riferimento? Se guardiamo alla storia della Chiesa cattolica ci accorgiamo che, senza voler menzionare gli oltre 80 milioni di vittime derivanti dalla colonizzazione del  Nuovo Mondo, indirettamente di responsabilità della Chiesa in quanto, alcuni Papi autorizzarono  attraverso varie “Bolle” i cattolicissimi re di Spagna e Portogallo alla riduzione in schiavitù ed al genocidio degli indios, in quanto “diversi”Dum diversas), si contano, comunque, nell’ordine di centinaia di migliaia le vittime delle Crociate, prima, e dell’Inquisizione poi.

Tra l’anno 1000 ed il 1800, infatti, diverse migliaia di persone (tra le quali anche minori) sono state condannate ed arse vive, affogate od impiccate, in quanto eretici, solo perché erano templari, albigesi, catari, luterani, calvinisti, anabattisti od ebrei. Molte delle vittime erano sacerdoti o frati cattolici che, sebbene non eretici, non condividevano la “gestione” della Chiesa di Roma, la vendita delle indulgenze e lo sfarzo della curia, in particolare.

Molte delle vittime erano donne le cui uniche colpe erano di essere mogli o figlie di eretici oppure semplicemente essere donne che avevano ricevuto un’istruzione ed erano acculturate, cosa che la Chiesa, al di fuori dei  Monasteri, non concepiva e tollerava e, pertanto, le condannava per stregoneria. Le evidenze ci sono, basta volerle conoscere.

Non solo le stragi di innocenti – le cui sole colpe furono dissentire dalla dottrina e dagli stili di vita “romani” – ma, se ci riferiamo strettamente alla “tradizione culturale occidentale”, non dobbiamo dimenticare che tutti i  testi arrivati sino a noi – in particolare nel corso del XII secolo – sono stati trascritti (eventualmente traducendoli in lingua latina) a cura dei frati dei monasteri  e, pertanto, tutti gli scritti originali che non erano in linea con i dogmi della Chiesa del tempo, venivano distrutti o, nel migliore dei casi, “adattati” alla dottrina.

Successivamente, dopo il 1559, quando, grazie all’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutemberg – avvenuta un secolo prima – venivano aperte le porte ad editori “laici”, la Chiesa si inventò l’Indice dei libri proibiti nel quale, a cura del Vaticano, venivano iscritti i libri la cui diffusione e lettura era proibita dalla Chiesa cattolica. “Indice” che fu finalmente soppresso solo il 4 febbraio del 1966!!.

Tra gli autori di libri proibiti che entrarono nell’Indice vi sono i più grandi scienziati, filosofi, storiografi e romanzieri del tempo; per citarne alcuni: Francesco Bacone, Honoré de Balzac, George Berkeley, Cartesio, D'Alembert, Daniel Defoe, Denis Diderot, Alexandre Dumas (padre) e Alexandre Dumas (figlio), Gustave Flaubert, Thomas Hobbes, Victor Hugo, David Hume, Immanuel Kant, Jean de La Fontaine, Ernst von Lasaulx, John Locke, Montaigne, Montesquieu, Blaise Pascal, Pierre-Joseph Proudhon, Jean-Jacques Rousseau, George Sand, Spinoza, Stendhal, Voltaire, Émile Zola, Simone de Beauvoir, André Gide e Jean-Paul Sartre.

Ed ancora, tra gli italiani:  Vittorio Alfieri, Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Ernesto Bonaiuti, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giovanni Gentile, Giulio Cesare Vanini, Pietro Giannone, Vincenzo Gioberti, Francesco Guicciardini, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Giovan Battista Marino, Antonio Rosmini, Girolamo Savonarola, Luigi Settembrini, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri, Aldo Capitini e, perfino, Alberto Moravia.

Per non menzionare i recenti scandali nell’ambito  di strutture del Clero cattolico condannati senza appello da Papa Francesco. Quindi, come peraltro dimostrato anche ai giorni nostri con le battaglie cattoliche integraliste  di retroguardia contro il divorzio (salvo annullare i matrimoni con il  Tribunale della Sacra Rota), l’aborto, la fecondazione assistita, il fine vita, ecc.., la religione cattolica, anziché costituire il mezzo attraverso il quale si è formata la “nostra cultura”, ritengo di poter affermare che, sia stata il “freno” allo sviluppo di una cultura moderna, aperta alle novità, tollerante verso le diversità e per l’assimilazione; dove non esistano l’io – o il noi – e l’altro; dove non vi siano “diversi”, ma solo “uguali”, accomunati per il progresso dell’umanità…… qualsiasi sia il  colore della pelle e qualsiasi forma di famiglia decidano di adottare.

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