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Nubi nere su PdL e Lega, ma la sinistra dovrà trovare nuove strade

E’ finita la campagna elettorale più brutta di sempre. Napoli e Milano sono state al centro della scena ma non si è parlato delle due città in queste due settimane di confronto ad alta tensione. Lo scontro è stato politico e politiche saranno le conseguenze. Lunedì sera sapremo non solo se Pisapia e De Magistris governeranno le loro città ma se il dopo Berlusconi potrà essere finalmente annunciato. I due schieramenti hanno rivelato le loro crisi interne. Il centro-sinistra ha confermato una tendenza a privilegiare candidati non Pd nei territori di frontiera.

E? finita la campagna elettorale più brutta di sempre. Napoli e Milano sono state al centro della scena ma non si è parlato delle due città in queste due settimane di confronto ad alta tensione. Lo scontro è stato politico e politiche saranno le conseguenze. Lunedì sera sapremo non solo se Pisapia e De Magistris governeranno le loro città ma se il dopo Berlusconi potrà essere finalmente annunciato. I due schieramenti hanno rivelato le loro crisi interne. Il centro-sinistra ha confermato una tendenza a privilegiare candidati non Pd nei territori di frontiera.

Non è il presunto, e inesistente, estremismo di Pisapia e  De Magistris a colpire, quanto il fatto che il Pd era stato concepito come un partito politico in grado di raccogliere quei voti moderati che le ali estreme dello schieramento non intercettavano o dissuadevano. Invece è accaduto che i candidati moderati siano andati bene nelle zone a forte radicamento, Torino e Bologna, ma abbiano dovuto cedere il passo dove lo scontro con la destra era più acceso. Il fatto che il voto trasversale abbia premiato i candidati più identitari e non  quelli più tradizionali dice molto sui problemi post-voto del Pd. Ma i dilemmi del Pd sono assai più leggeri di quelli dell?altro campo, in ogni caso potranno misurarsi entro un ambito segnato dal successo dello schieramento.

Berlusconi e Bossi hanno di fronte a sé la probabilità di dover rimuovere un cumulo immenso di macerie. Se perdono a Napoli e Milano, o anche solo in una delle due città, dovranno fare i conti con  diversi problemi, gran parte dei quali già evidenziati dal primo turno delle amministrative. Proviamo a elencarli. C?è una caduta della loro leadership. Berlusconi ha perso preferenze, Bossi ha perso voti. Il profilo della coalizione ne esce irrimediabilmente distrutto. La Lega ha dato prova di insofferenza verso l?alleato. Nel Pdl è ormai un tutti contro tutti. Già sui giornali di destra si fa sentire il peso di una sconfitta che rischia di travolgere una struttura politica che sembrava  appena tre anni fa avviata a egemonizzare la politica italiana.

Persino Formigoni e Cl sono stati colpevolizzati dopo lo scacco del primo turno. Inoltre vi sono forti segnali di sganciamento da parte di settori della imprenditoria che si era entusiasmata per Berlusconi, come è stato rivelato dall?ultimo duro intervento di Emma Marcegaglia. Non può essere ignorato, fra l?altro, che fra i più convinti sostenitori di De Magistris a Napoli vi sia stato l?ex presidente di Confindustria, quello che inventò lo scontro con i sindacati e Cofferati sull?articolo 18. Questo quadro fa pensare  che la svolta in Italia sia abbastanza vicina anche se non si intravvedono con chiarezza i passaggi. In caso di sconfitta nel secondo turno, anche solo in una città, è facile immaginare la crisi fra PdL e Lega e la frana del governo.

Già si sta scaldando Giulio Tremonti che a molti sembra il candidato giusto per l?emergenza. Non sarà però una soluzione facile. Innanzitutto Berlusconi prima di cedere darà filo da torcere a chi vorrà congedarlo. In secondo luogo l?ascesa di Tremonti rivela due punti interrogativi. Il primo riguarda la compattezza dello schieramento di centro-destra. Il secondo la disponibilità del centro-sinistra. E? facile ipotizzare che il capo dello Stato cercherà una soluzione parlamentare alla crisi politica.

Tuttavia sarà difficile per il Pd resistere alla tentazione di provocare elezioni politiche anticipate, magari in autunno, per chiudere la stagione berlusconiana. E? iniziata un?altra transizione. La sinistra è tornata in gioco ma ha di fronte a sé i problemi di sempre. Riuscirà questa volta ad affrontarli con coraggio? Bersani potrà forse dire lunedì sera di essere il segretario che ha ribaltato la situazione politica, vedremo se sarà in grado di crearne una nuova.

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