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Sui social network come nella vita reale, abbiamo bisogno di stare in gruppo

E' finalizzato dal nostro bisogno di essere apprezzati e desiderati, dinamiche che, secondo il luogo comune, aumentano il nostro concetto di autostima

Quante volte ci capita di riflettere sulle nostre azioni, esiti finali ed eventuali opinioni altrui su ciò che abbiamo fatto? E’ tutto abbastanza normale e appartiene al nostro istinto di conservazione strettamente connesso al bisogno di appartenenza ad un gruppo sociale. L’appartenenza è insita nei bisogni fondamentali dell’essere umano: viene subito dopo la richiesta di cibo, sonno e sicurezza. Far parte di un gruppo aumenta il senso di inclusione e influenza la percezione del proprio valore personale, soprattutto se in relazione a persone per noi importanti. 

Questi processi ci avvolgono già nei primi istanti di vita a iniziare dalla famiglia proseguendo, man mano che si cresce, verso contesti scolastici, amicali e in seguito lavorativi. La corsa a rientrare in più gruppi è finalizzata dal nostro bisogno di essere apprezzati e desiderati, dinamiche che, secondo il luogo comune, aumentano il nostro concetto di autostima. Del resto, i tradizionali luoghi aggregativi e i moderni social network non rispondo a questa esigenza? Lo sviluppo della nostra identità si caratterizza modellandosi sui comportamenti che vengono rinforzati dagli ambienti che frequentiamo e dandoci felicità quando vengono esaltati o incensati.

I contenuti possono essere vari: estetici e fuggenti o inerenti i valori importanti per la nostra cultura e tendenzialmente raggiungiamo la pienezza del benessere quando realizziamo la corrispondenza tra il sé reale e il sé ideale. Il primo risponde a una visione oggettiva delle proprie abilità, corrisponde a ciò che noi realmente siamo. Il sé ideale si orienta a come l’individuo vorrebbe essere. L’autostima scaturisce dai risultati delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali. Maggiore sarà la discrepanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, minore sarà la stima di noi stessi.

Ovviamente per raggiungere un vero benessere è bene essere giusti e leali con la visione di sé stessi e degli altri, senza operare distorsioni finalizzate a demonizzare ciò che non capiamo o a preservare tutti i nostri peculiari compresi i più disfunzionali. Cosa possiamo fare per vivere al meglio la nostra individualità in relazione con gli altri? Semplicemente ridurre il desiderio impossibile di essere i migliori in tutto, dal momento che è impossibile che ognuno di noi possa essere contemporaneamente sopra la media. Osserviamo e apprendiamo gli aspetti positivi dei gruppi di cui facciamo parte, vedendo gli altri come veri esseri umani sintonizzandoci sulle loro emozioni.  Aldilà delle risposte che riceveremo, non ce ne pentiremo!
 

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