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Strage Nizza: "Qualcosa non funziona come deve nei servizi di sicurezza francesi"

Il presidente francese Francois Hollande farebbe bene a capire come e in che modo si possa mettere ordine a questa situazione, dato che il territorio francese rischia ora di diventare seriamente un affollato nido di vespe che potrebbe rappresentare una seria minaccia per tutta l’Europa

La Francia ormai è finita nel baratro del  pieno terrore. Questa volta tocca alla splendida città di Nizza piangere la morte di ben 84 civili innocenti, uccisi da un terrorista franco-tunisino che, messosi alla guida di un pesante camion, ha investito tutti loro. Una violenza immane ed inaudita, dato che non ha risparmiato neanche i bambini. Bambole e passeggini insanguinati sono oggi il vero abominevole simbolo di questa follia omicida che sta imperversando su tutti noi. Ora l’Isis rivendica e festeggia, ancora una volta, la sua becera gioia nell’ aver provocato altri morti ed aver sparso altro sangue. Ma, al di là di quello che è e deve sempre essere l’obiettivo primario di combattere il terrorismo in tutte le sue forme e ramificazioni, è necessario ora ricordare che la Francia, in meno di due anni, è stata vittima di alcuni attentati gravissimi.

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Si inizia a gennaio 2015, quando venne colpita la redazione del giornale Charlie Hebdo in cui persero la vita 12 persone. Si è continuato poi a Novembre 2015, con l’attacco al locale notturno Bataclan insieme ad altre uccisioni compiute per tutta Parigi che costarono la vita ad altri 128 civili innocenti, a cui dobbiamo ora aggiungere gli 84 di Nizza. Un vero martirio per la Francia intera, in cui non si può non mettere in evidenza un fatto chiaro ed inequivocabile: qualcosa non funziona come deve nei servizi di sicurezza francesi. E’ vero che nell’ era del “ terrorismo 2.0 “, dove chi vuole pianificare un attentato lo può fare utilizzando la rete e i nuovi mezzi di comunicazione, siamo di fronte ad un nemico molto difficile da abbattere e perseguire. Ma, al tempo stesso, una nazione cosi importante e all’ avanguardia come la Francia non può permettersi di essere ripetutamente colpita in maniera cosi pesante con questa costanza.

Il presidente francese Francois Hollande farebbe quindi ora bene a capire come e  in che modo  si possa mettere ordine a questa situazione, dato che il territorio francese rischia ora di diventare seriamente un affollato nido di vespe che potrebbe rappresentare una seria minaccia per tutta l’Europa. Non è quindi solo necessaria una collaborazione da parte di tutti gli altri Stati alleati ed amici dei francesi. Hollande deve capire come e perché i fondamentalisti islamici abbiano potuto agire praticamente indisturbati uccidente centinaia di persone in tre attentati. In molti affermano che uno dei problemi fondamentali riguarda le cosiddette banlieu, le periferie delle gradi città francesi dove l’emarginazione e la povertà che colpiscono soprattutto i cittadini di origine straniera sia l’origine di tutti i mali.

E’ innegabile che l’Isis abbia trovato nei giovani disperati e senza futuro un suo vivaio di possibili kamikaze. Ma, accanto a queste riflessioni squisitamente sociologiche da compiere giustamente, bisogna interrogarsi su come organizzare la sicurezza interna del Paese. La nazione che fu del Re Sole, di Robespierre e di Napoleone è sotto l’occhio del ciclone del radicalismo islamico da molto tempo, vedi la legge mai digerita dagli estremisti sull’ aver proibito il velo per le donne nei luoghi pubblici. E considerando anche il suo ruolo determinante svolto nei bombardamenti sulla Libia del 2011 ed anche quello, ancora oggi attivo, nella guerra civile siriana. I servizi di sicurezza francesi di sicuro non hanno fatto bella figura, e forse sarebbe ora che Hollande ed il suo governo se ne accorgano e prendano provvedimenti. Altrimenti fra qualche mese staremo ancora qui a piangere ennesime vittime innocenti.

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