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Tantra e sessualità: dall'India millenaria ad oggi - Prima Parte

Dagli anni '70 in poi, in seguito al boom economico, alla rivoluzione femminile e dei costumi, ai nuovi approcci terapeutici che integravano la sfera emotiva con quella corporea, emerge il bisogno di conciliare la vita materiale con la ricerca spirituale

Dagli anni ’70 in poi, in seguito al boom economico, alla rivoluzione femminile e dei costumi, ai nuovi approcci terapeutici che integravano la sfera emotiva con quella corporea, emerge il bisogno di conciliare la vita materiale con la ricerca spirituale, attraverso un recupero contemporaneo delle quattro dimensioni dell’esistenza umana: il corpo, la mente, le emozioni e lo spirito.

Il filone della new age, tra gli anni ’70-’80, e di alcune ricerche spirituali orientali, hanno facilitato in parte questo processo ed hanno aiutato a colmare la distanza della dimensione interiore con quella corporea, per secoli negata in favore della supremazia della sola “mente razionale”.

Il corpo, anch’esso per secoli vissuto come “sede dei desideri e delle passioni ”ed esclusivo baluardo del mondo maschile, è stato progressivamente recuperato dal mondo femminile, dopo tremila anni di repressione sessuale.

A partire da questi cambiamenti socio-culturali, si inizia a parlare di pratiche sessuali legate al tantra tradizionale (che trovò il suo pieno sviluppo circa 4.000 anni fa, nell’attuale Kashmir, nella cultura matriarcale dell’epoca). Il merito iniziale lo si deve a Osho Rajneesh che, tra Poona, in India, e gli Stati Uniti, diffonde il commento ad alcuni dei poemi tantrici in chiave psicologica.

In contemporanea, in questi stessi anni di fermento e di ricerca, si fanno strada in occidente, nuovi metodi nella sessuologia sperimentale di coppia (con Master & Johnson e con la Kaplan), che iniziano ad esser abbinati ai nuovi approcci della psicoterapia corporea (la bioenergetica, il rebirthing), alla danzaterapia e all’energy-work, dando così vita al cosiddetto neo-tantrismo, frutto di una commistione tra i principi tantrici di base e queste nuove medodologie.

Questo approccio integrato ha permesso di amalgamare la ricerca spirituale, quella ricerca nostalgica dell’unione con il Tutto, con la conoscenza di sé ed il desiderio di avere una vita intensa, senza dovervi rinunciare come nelle tradizioni ascetiche e religiose classiche.

Cosa significa Tantra?

In sanscrito Tantra significa “espansione della coscienza”. E’ un approccio meditativo “informale” centrato non tanto sul “ciò che si fa”, quanto sulla presa di coscienza, sulla consapevolezza delle sensazioni del corpo e delle emozioni che emergono nel momento; dei pensieri e degli schemi di pensiero che limitano il sentire e “l’essere”...nel quotidiano.

Nel tantra, poco importa cosa stimola il desiderio di ricerca. Importa come poter praticare il desiderio e la curiosità nei confronti delle esperienze e delle attività comuni che viviamo nella vita di tutti i giorni, da quelle più comuni, come il mangiare, l’osservare, l’ascoltare, il gustare, stimolati dai nostri organo di senso, a quelle che permettono di fare esperienze al di là del proprio ego, per  “uscire”, quanto più velocemente possibile, dagli automatismi dei meccanismi inconsci, nei quali siamo immersi.

Osservare “ciò che accade” dentro ed intorno a noi, attraverso la consapevolezza dei processi, delle dinamiche interiori e relazionali, che sperimentiamo nell’arco della vita, può liberarci di quei condizionamenti negativi, che ci imprigionano nel quotidiano e che ci limitano l’esistenza, per viverla così in maniera più piena ed intensa.

Come aiutano le pratiche tantriche a migliorare il proprio quotidiano?

Il tantra, come altre pratiche meditative, quali la mindfulness, facilitano la conoscenza di sé, attraverso l’osservazione e la presa di coscienza delle proprie dinamiche interiori, attraverso i canali sensoriali ed il respiro. La presenza al proprio respiro è il modo più semplice per uscire fuori dagli automatismi nei quali siamo genericamente immersi.

La pratica della presenza al respiro, così come la pratica di presenza alle sensazioni e alle emozioni che proviamo, ci permette di vedere, di osservare le cose, le relazioni e le dinamiche che viviamo” proprio così come sono, senza aggiugere giudizi (positivi o negativi che siano), nè proiezioni.

Il tantrismo, nell’atto pratico, è una sorta di allenamento ad osservare la realtà così come è, così come essa si presenta, senza manipolarla nel modo in cui vorremmo che essa fosse.

Cosa che crea quel senso di frustrazione tra ciò che, con accanimento, vorremmo che accadesse e che non riusciamo a realizzare o ad avere in quel momento.

Tutte le energie mentali concentrate  a “riorchestrare” la vita come la si vorrebbe, secondo i propri personali canoni di ciò che sembra giusto/sbagliato, bello/brutto; l’esser troppo proiettati in avanti, nel futuro, o troppo nel passato, e quasi mai nel momento presente, ci fanno perdere il contatto con la “realtà vera”, creandoci frustrazione e sofferenza.

Come di inserisce il tantrismo nella sessualità e nella vita di coppia?

Molti, si avvicinano al tantrismo, per liberare la propria sessualità repressa e riappropriarsi di una sessualità più piena, ricca e profonda. L’obiettivo è più che lecito, soprattutto in anni come questi nei quali l’uso frenetico del mondo virtuale, la dipendenza dai social networks, stanno generando un’esasperata virtualizzazione dei sentimenti, delle emozioni e della propria capacità espressiva.

Le persone da me seguite lamentano una sempre maggiore difficoltà nel creare relazioni di coppia profonde e durature. La sessualità sta ritornando ad essere più arida, più frettolosa e nuovamente meccanica. Viene spesso vissuta senza un reale passione, senza un reale trasporto, con il risultato di sentirsi, alla fine, ancora più soli e più impoveriti di prima.

 La ricerca del piacere sessuale sta diventando nevrotico, creando una “nuova distanza” tra i sessi. E’ più faticoso, paradossalmente, entrare in contatto profondo con l’altro e farsi conoscere intimamente. 

Si tende ad “usare” il corpo come un oggetto di seduzione, in una forma diversa dal passato, senza permettersi di andare al di là delle proprie barriere difensive. Manca la voglia di mettersi concretamente “a nudo”di fronte all’altro, al di là delle proprie maschere e delle proprie paure.  Un’insoddisfazione cronica inizia, in un modo diverso, a perseguitare uomini e donne.

Tra gli uomini sono più frequenti i casi di eiaculazione precoce e impotenza, mentre tra le donne, il “dover essere” multiorgasmica “a tutti i costi..”, allontana entrambi dal piacere di stare con l’altro e vivere la parte più giocosità ed intima, propria della sessualità.

Come superare questo gap e vivere una sessualità più appagante e ricca? Lo scoprirete nella seconda parte dell’articolo “Tantra e Sessualità - parte seconda”

Gabriella GraviliPer chi desidera qualche approfondimento in più, la dott.ssa G. Gravili può esser contattata personalmente  via Facebook o tramite e-mail gabriella.gravili@yahoo.it - Le consulenze individuali e di coppia possono essere prenotate dalle h. 18.00 alle h. 20.00 sul n. tel. 329 4486226, e vengono effettuate su Brindisi, su Milano e via skype: gabriella.gravili1, dietro appuntamento

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