Economia

Gli ambientalisti brindisini a Emiliano: "Debole e sbagliata la tua posizione su Tap"

Dieci associazioni brindisine contestano al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il modo con cui ha deciso di sostenere lo spostamento a Brindisi del punto di approdo del gasdotto Tap, eventualità più volte bocciata dal governo nazionale che conferma San Foca come terminal sulla costa pugliese

BRINDISI - Dieci associazioni brindisine contestano al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il modo con cui ha deciso di sostenere lo spostamento a Brindisi del punto di approdo del gasdotto Tap, eventualità più volte bocciata dal governo nazionale che conferma San Foca come terminal sulla costa pugliese, e comunque fuori da ogni logica tecnica, ambientale ed economica. Ecco la loro lettera pubblica al governatore.

Abbiamo sperato che la proposta in campagna elettorale del Presidente della Regione Michele Emiliano di un'alternativa di sito per l'approdo del gasdotto Tap fosse un’uscita estemporanea. Oggi Emiliano fa sapere di non aver indicato allora il sito di Brindisi (evidentemente per non perdere voti nella nostra città), e aggiunge che tale  scelta si giustificherebbe con l’intento di alimentare a gas la centrale termoelettrica di Cerano.

Abbiamo più volte ricordato che, tecnicamente e giuridicamente, si poteva, nella fase di stabilità  fare opposizione alla dichiarata strategicità dell'opera (la Regione Puglia sa bene che impianti alimentati a gas, per una potenza installata di circa 30.000 MW sono fermi o sotto regime). Le istituzioni e, in primo luogo, la Regione Puglia si sono “svegliate” soltanto in fase di Via, quando cioè si è in una fase di studio di compatibilità ambientale “sito specifica” e questa fase si è chiusa con la decisione formale dell'approvazione del sito di San Foca-Melendugno.

Il presidente Michele Emiliano, anche in ragione della sua lunga esperienza come magistrato, sa bene che quel procedimento non può essere riaperto in favore di un altro sito, che, comunque, non può essere quello di Brindisi, in quanto tutti gli studi preliminari di fattibilità hanno escluso questa eventualità (attraversamento della prateria di posidonia e di aree Sic e Zps o di altro pregio ambientale e paesaggistico).

Tantomeno è possibile collegare questa soluzione con una fantomatica riconversione a ciclo combinato della centrale Brindisi Sud, non solo per quanto già riferito sullo stato in Italia di questi impianti, ma anche perché bisogna programmare, anche nell'aggiornamento del Piano Energetico Ambientale Regionale, la chiusura dell'impianto in quella strategia di uscita dal termoelettrico che la stessa Unione Europea sta valutando. Strategia che è l'obbiettivo primario dell'Energy Road Map al 2050, sulla cui base l'80% dei consumi finali energetici dovrà essere coperto da fonti rinnovabili ed efficientamento.

Riveda, quindi, il presidente Emiliano la sua posizione e verifichi, invece, se giuridicamente esistono ancora spazi per sostenere l'“opzione zero”, cioè la non fattibilità dell'opera in qualunque sito sia previsto l'approdo del gasdotto. Ma in ogni caso escluda che si possa gravare il territorio di Brindisi, già ambientalmente tanto martoriato, di un altro inammissibile peso.

(1) Acli Brindisi, – (2) Associazione l'Antico Palmento – (3) Centro Turistico Giovanile Ctg Brindisi – (4) Club di Territorio del Tci Brindisi – (5) Fondazione Di Giulio Brindisi – (6) Forum Ambiente Salute e Sviluppo Brindisi – (7) Italia Nostra Brindisi – (8) Legambiente Brindisi – (9) Le Muse delle Arti Brindisi – (10) Marina di Brindisi Club.

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