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Apt, in un documentario tutte le bellezze della provincia: "Immagini che invogliano a visitare"

BRINDISI – Dalla religione alla storia, dal mare ai castelli, passando inevitabilmente per la gastronomia e per i piatti tipici di una volta ingiustamente finiti nel dimenticatoio. C'è questo e molto altro nel documentario realizzato con fondi dell'Unione Europea dall'Apt Brindisi e presentato questa mattina presso la sede del capoluogo.

BRINDISI - Dalla religione alla storia, dal mare ai castelli, passando inevitabilmente per la gastronomia e per i piatti tipici di una volta ingiustamente finiti nel dimenticatoio. C'è questo e molto altro nel documentario realizzato con fondi dell'Unione Europea dall'Apt Brindisi e presentato questa mattina presso la sede del capoluogo. Nell'ambito del progetto "Città Aperte", l'azienda di promozione turistica ha voluto rappresentare le bellezze, le curiosità e le attrattive generali della provincia, "con l'obiettivo ovviamente di infondere interesse tra i turisti, così da spingerli a visitare questi posti meravigliosi", ha detto il commissario dell'Apt Francesco Nacci.

La realizzazione del documentario, resa possibile attraverso i finanziamenti dell'Unione Europea e costata circa 20mila euro, è stata affidata al giornalista barese della Rai Tito Manlio Altomare con la collaborazione tecnica di Peppino Ciraci. I presenti alla conferenza stampa hanno potuto assistere in anteprima al documentario (della durata di 16 minuti), suddiviso in vari temi, a seconda di quelli che possono essere gli elementi d'interesse del turista. Così si passa alle meraviglie ostunesi della città bianca, al chiaroscuro di Cisternino al calar della luna. Dai palazzi nobiliari di Francavilla Fontana si passa ai castelli (i federiciani di Oria, Forte a Mare a Brindisi, per poi passare ai castelli di Mesagne e Carovigno), mentre per quanto riguarda le riserve marine a guadagnarsi un capitolo a parte sono state le bellezze di Torre Guaceto.

I settori sono accomunati e intervallati da richiami alla cucina locale, con la riscoperta di piatti storici (dalle fave al biscotto cegliese, solo per fare qualche esempio). Per gli amanti delle strutture sacre, le telecamere hanno ripreso la Cattedrale di Ostuni, il tempio di San Giovanni al Sepolcro a Brindisi, la cripta di San Biagio a San Vito. "Ma mi ha colpito più di tutte - ha detto Altomare - la chiesa S. Maria di Crepacore. Non la conoscevo nemmeno io, ad essere sincero, e credo che anche molti turisti ne ignorino l'esistenza. Ecco, spero che il documentario possa essere utile a far conoscere questo gioiellino tutto da scoprire".

Dello stesso avviso il commissario Nacci: "Il migliore investimento che può essere attuato per le nostre bellezze è quello di renderle fruibili - ha aggiunto -, e diciamo questo perchè ci troviamo spesso di fronte alle lamentele di turisti che vorrebbero visitare determinati luoghi ma trovano l'accesso sbarrato". "Brindisi Città Aperte", comunque, continua: "L'iniziativa ha ottenuto buoni risultati", ha concluso Nacci. "Dai dati giunti in nostro possesso, nei week-end del 2010 abbiamo ottenuto 70-80mila presenze".

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