Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

I lavoratori di Cerano: "Enel continui ad investire a Brindisi"

Centralità del rinnovo e dei contenuti del contratto nazionale di lavoro della categoria, contrattazione aziendale decentrata che tenga conto dell’importanza dei siti produttivi, ma anche certezza di contratti a tempo indeterminato a fine percorso per i giovani dei programmi scuola-lavoro e dei contratti di inserimento, forte richiesta di un piano energetico nazionale che tenga conto delle fonti rinnovabili ma anche del ruolo degli impianti termoelettrici a garanzia della stabilità della rete

BRINDISI – Centralità del rinnovo e dei contenuti del contratto nazionale di lavoro della categoria, contrattazione aziendale decentrata che tenga conto dell’importanza dei siti produttivi, ma anche certezza di contratti a tempo indeterminato a fine percorso per i giovani dei programmi scuola-lavoro e dei contratti di inserimento, forte richiesta di un piano energetico nazionale che tenga conto delle fonti rinnovabili ma anche del ruolo degli impianti termoelettrici a garanzia della stabilità della rete.

Vogliono combattere su questi punti i lavoratori della centrale Enel di Cerano, che stamani in una nuova assemblea, dopo quella del 22 ultimo scorso, hanno votato un documento che raccoglie queste richieste. Lo scenario è inquietante, per i lavoratori e sindacati di categoria Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil di Brindisi: una crisi di mercato globale nel settore termoelettrico di cui non si riesce a intravedere la fine.

Ma l’assemblea a chiesto ad Enel di confermare i suoi asset a Brindisi con nuovi investimenti, perché gli stessi sono strategici per l’azienda e per il Paese. In questo discorso rientra a pieno titolo il Centro ricerca di Cerano, che non può e non deve subire tagli: “La Centrale di Cerano con la realizzazione dei parchi carbone coperti e le innovazioni impiantistiche realizzate, il Centro Ricerca di Brindisi, con le attività e gli elevati carichi di lavori trasversali e integrati di Ricerca, del Laboratorio e del Servizio Specialistico per l’intera Enel Generazione, sono asset strategici per il Gruppo Enel da consolidare con nuovi investimenti per garantire stabilità occupazionale diretta e per l'indotto”, si legge nel documento votato dai lavoratori.

Operai e tecnici della centrale a carbone più grande d’Italia e tra le più grandi in Europa, hanno anche sottolineato che il nuovo contratto nazionale di lavoro non solo non deve recepire le norme del “Job’s Act” del governo Renzi, ma deve invece compensarle, con “l’attivazione di maggiori tutele occupazionali, con la conferma del divieto di licenziare senza giusta causa, regolamentare i codici disciplinari e ridurre fino ad annullare, attraverso la contrattazione, il divario tra nuovi e vecchi lavoratori”.

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