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Via al bando per liberare il porto dal cono d'atterraggio troppo basso

Comincia il conto alla rovescia, che dovrebbe durare poco più di un paio d'anni, per il definitivo innalzamento da 36 a 50 metri dell'airdraft del cono di atterraggio della pista RWY 13/31 dell'aeroporto di Brindisi

BRINDISI – Comincia il conto alla rovescia, che dovrebbe durare poco più di un paio d’anni, per il definitivo innalzamento da 36 a 50 metri dell’air-draft del cono di atterraggio della pista RWY 13/31 dell’aeroporto di Brindisi. Si tratta della parte della struttura aeroportuale che ha la testata sul porto medio. Il tempo stimato è quello necessario ad espletare le modalità di selezione dell’impresa che effettuerà i lavori sulla pista, più i 510 giorni concessi per il completamento delle opere.

Probabilmente un calcolo ottimistico, ma ciò dipenderà da come il percorso della gara e dell’esecuzione dei lavori sarà seguito, trattandosi di un intervento assolutamente vitale per i traffici portuali. Si tratta, in pratica, di spostare di alcune centinaia di metri il punto di atterraggio o di stacco da parte degli aerei in arrivo e partenza – a seconda del vento - che utilizzano la RWY 13/31, proprio per evitare che i vettori si abbassino troppo sorvolando il porto medio. La lunghezza della pista non dovrebbe subire sensibili modifiche.

Ma quei 14 metri in più di air-draft consentiranno ad esempio alle grandi navi da crociera di entrare in porto, e da parte degli armatori anche l’impiego a Costa Morena e a Punta delle Terrare navi ro-ro o passeggeri più grandi. Unità che hanno tutte sovrastrutture importanti, che interferiscono attualmente con l’air-draft di soli 36 metri fissato per garantire la sicurezza degli atterraggi e dei decolli dalla pista principale dell’aeroporto brindisino.

La pista principale dell'aeroporto di Brindisi dal lato del porto medio-2

Non sempre si fa caso al problema che comporta l’arrivo nel porto interno, di una nave da crociera o anche di una nave ro-ro come l’Europa Link, per le quali è sempre necessaria una deroga che comporta l’autorizzazione, tramite la capitaneria di Porto, da parte degli enti preposti alla sicurezza dei voli, quindi con orari concordati sia per l’ingresso che per l’uscita di queste unità.

Tutto ciò dovrebbe finire, restituendo al porto di Brindisi tutte le proprie potenzialità, grazie alla sinergia raggiunta negli ultimi anni tra Aeroporti di Puglia, Capitaneria di Porto di Brindisi e commissario della ormai ex Autorità Portuale. E’ stata infine Aeroporti di Puglia a formalizzare la procedura, “in attuazione degli impegni assunti attraverso un protocollo di intesa promosso dalla soppressa Autorità portuale di Brindisi e siglato lo scorso 26 settembre”, pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea “un bando di gara finalizzato all’esecuzione dei lavori impiantistici e di ingegneria, relativi agli interventi di riqualifica della pista di volo RWY 13/31 dell’Aeroporto del Salento”.

Lo fa sapere in un comunicato il presidente della nuova Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi. “La soppressa Autorità portuale di Brindisi aveva già previsto un impegno di spesa di 1 milione 300 mila euro, per le opere afferenti l’infrastruttura portuale”, specifica la nota dell’Adsp che unisce i porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli. “Le offerte potranno essere presentate entro il 31 luglio2017, i lavori dureranno, secondo stima, 510 giorni, 200 dei quali saranno effettuati in ore notturne”.

Aeroporto di Brindisi, le piste

Intanto il gruppo Grimaldi espande la propria attività nel porto di Bari. Sempre una nota dell'Adsp fa sapere che "continua l’espansione della società armatoriale partenopea nei collegamenti sulla dorsale adriatica, per consentire il decongestionamento della rete autostradale nazionale. Il nuovo traffico di vetture a marchio Peugeot sarà effettuato per il tramite delle due moderne ro-ro cargo ship, già impiegate sulla tratta Bari-Ravenna-Venezia-Patrasso".

"Le gemelle Eurocargo Trieste ed Eurocargo Patrasso, ciascuna con una capacità di carico di circa 220 trailer e 130 automobili, nel corso del 2016, hanno movimentato circa 16mila pezzi, incrementando l'offerta di trasporto tra la due sponde dell'Adriatico nel settore ro/ro - car carrier, favorendo quindi il rilancio delle autostrade del mare."

"Dedicato al solo trasporto di merci rotabili (automobili, van, camion, semirimorchi, ecc.), il collegamento Venezia-Ravenna-Bari-Patrasso ha una frequenza trisettimanale sia dall'Italia che dalla penisola ellenica. Le partenze da Venezia e Ravenna per Bari e la Grecia sono il lunedì, mercoledì e sabato, mentre quelle da Bari per il Nord Italia il martedì, giovedì e sabato. Infine, le partenze da Patrasso per l'Italia, il lunedì, mercoledì e sabato", conclude il secondo comunicato dell'Autorià di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale.

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