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Castello: «La Soprintendenza sbaglia»

BRINDISI - Contro la decisione della Soprintendenza per i beni architettonici di chiudere il Castello Alfonsino a causa dei continui furti, su Facebook si leva la voce dell'ex assessore al Turismo, Teo Titi: «È troppo semplice scaricare le responsabilità sugli altri enti locali e addirittura chiuderlo! Non permettiamolo».

BRINDISI - Contro la decisione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di chiudere il Castello Alfonsino a causa dei continui atti vandalici e dei furti, si leva la voce dell'ex assessore al Turismo del Comune di Brindisi, Teo Titi, che su Facebook ha lanciato un appello: «È troppo semplice scaricare le responsabilità sugli altri enti locali e addirittura chiuderlo! Non permettiamolo».

Secondo Titi, la sospensione temporanea delle visite sarebbe ingiustificata: «Addio Castello. Addio sogni di gloria. Addio minicrociere. Chiudiamo invece di aprire! La Soprintendenza dovrebbe mettere mano al portafogli come ha fatto a Lecce, a Bari e a Castel del Monte dove stipendia decine di persone! Al Castello Alfonsino invece si fa addirittura pagare dal Comune o da chiunque altro voglia accedere, per l'impiego del personale che vada ad aprire il lucchetto! Se investisse su quel bene creerebbe occupazione e turismo. Il Castello potrebbe essere un forte attrattore turistico e di eventi se fosse utilizzato ed invece attrae solo i ladri di rame».

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