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Altro che lepri: c'è un canone della Provincia che fa chiudere le piccole aziende agricole

Una grave minaccia alla sopravvivenza delle aziende agricole. Questa volta non si tratta delle lepri, bensì della Provincia di Brindisi e di un canone che nel 2011 (quando era ancora in carica l'ultima giunta) sostituì una tassa: il Cosap al posto della Tosap

Una grave minaccia alla sopravvivenza delle aziende agricole. Questa volta non si tratta delle lepri, bensì della Provincia di Brindisi e di un canone che nel 2011 (quando era ancora in carica l’ultima giunta) sostituì una tassa: il Cosap al posto della Tosap. L’applicazione è stata graduale ed è proseguita sotto la gestione commissariale, ed oggi si è arrivati al paradosso che il costo del canone di occupazione di suolo ed aree pubbliche supera il valore di due ettari di colture orticole.

E le aziende chiudono anche per questo. A cosa viene applicato il Cosap? Alle tubazioni irrigue che costeggiano o attraversano le strade provinciali, per portare acqua ai terreni dove non si possono scavare pozzi artesiani. L’acqua sarà pure un bene di tutti (almeno per ora) ma se portarla ai campi costa più di quanto ricavi un piccolo agricoltore dal suo lavoro, il principio stesso ne viene vanificato. La denuncia viene dalla Confederazione italiana agricoltori di Brindisi, appoggiata da Cia Puglia. Vale la pena riportarla integralmente.

Gli agricoltori brindisini vessati oltre che dal maltempo anche dagli enti pubblici. Le grandinate ed il maltempo dei giorni scorsi hanno inferto il colpo di grazia ad un comparto agricolo già asfissiato da una crisi economica senza precedenti e da costi che hanno ormai superato di gran lunga i guadagni. Solo per fare un esempio le grandinate delle settimane scorse hanno quasi completamente distrutto apprezzamenti di ortaggi e soprattutto di leguminose (quali fave e piselli) i cui prezzi, proprio a causa del maltempo, quest’anno sono stati da fame (ridotti in media del 50%).

In una situazione di crisi così imperante, a vessare gli agricoltori ci si mettono anche gli enti pubblici, ovvero coloro i quali dovrebbero agevolare le imprese, favorirne lo sviluppo e la crescita per favorire anche l’occupazione. È il caso, ad esempio, della Provincia di Brindisi che da alcuni mesi sta richiedendo pagamenti assurdi agli agricoltori che hanno la necessità di irrigare anche piccoli appezzamenti di terreno. Un esempio su tutti: per irrigare appena 2 ettari di terreno vengono richiesti dalla Provincia anche 4 – 5 mila euro e, addirittura, anche 10 mila euro all’anno per la Cosap, il Canone di occupazione suolo e aree pubbliche.

Palazzo della Provincia, il tempio del Laboratorio Somme davvero assurde e completamente incongrue che superano di gran lunga il reddito annuale che un agricoltore può trarre da quei 2 ettari di terreno, sempre se viene, per così dire, “graziato” dalle avversità atmosferiche e di mercato. Davvero una assurdità ed una ingiustizia che sta mettendo in ginocchio tante aziende agricole brindisine. La Cosap in provincia di Brindisi, in alcuni casi, è inapplicabile perché porterà alla chiusura definitiva di alcune aziende agricole.

Ricordiamo che nel solo 2013 – quando ancora la Cosap non era stata applicata appieno nonostante sia un canone istituito nel 2011 – hanno chiuso i battenti in provincia di Brindisi 531 aziende agricole a fronte di 222 che hanno aperto. Un saldo negativo di 309 aziende. In pratica nel solo 2013 in provincia di Brindisi ha chiuso in media una azienda agricola al giorno. Di questo passo la Cosap nel 2014 darà il colpo di grazia a tante altre imprese agricole. Facciamo un po’ di cronistoria.

Alcuni anni fa alcuni agricoltori hanno richiesto alla Provincia di Brindisi la possibilità di interrare lungo i bordi delle strade provinciali condotte sotto traccia e/o di effettuare attraversamenti di condotte irrigue lungo le strade provinciali, per poter far arrivare l’acqua per l’irrigazione dei campi, perché era impossibile in alcune zone, in quanto vietato perché ritenute “zone rosse”, trivellare il terreno per emungere acqua dal sottosuolo.

Le richieste all’epoca furono evase e gli agricoltori effettuarono i lavori – anche molto costosi – a fronte di un impegno a pagare alla Provincia una tassa – che all’epoca si chiamava Tosap – dagli importi accettabili e ritenuti congrui. Dopo alcuni anni, nel 2011, è spuntata la Cosap. Ovvero la Provincia di Brindisi ha revocato la Tosap (una tassa) introducendo la Cosap (un canone) istituita senza consultare e informare le organizzazioni di categoria, e che nel 2013 ha visto arrivare ad agricoltori avvisi di pagamenti anche di migliaia di euro (in alcune zone si parla anche di 3-4 mila euro ad anno ad azienda e ci sono anche casi di 30 – 40 mila euro) per l’attraversamento di condotte irrigue su strade provinciali.

Un canone che attualmente viene richiesto agli agricoltori con somme davvero impossibili ed improponibili, soprattutto relativamente ai piccoli appezzamenti di terreno. I bassi redditi agricoli, la crisi senza precedenti che sta attanagliando il settore agricolo rendono addirittura paradossali richieste così esose ed inapplicabili. Basterebbero 3 o 4 anni di pagamenti di Cosap per arrivare a cifre che superano di gran lunga il valore dei terreni soggetti al canone.

Da diversi mesi la Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Brindisi sta sostenendo le ragioni di molti agricoltori della provincia, molti dei quali  hanno anche presentato ricorsi alla Magistratura che sono in attesa di essere giudicati. L’altra assurdità è quella che gli agricoltori nel momento in cui hanno effettuato le opere di realizzazione delle condotte irrigue interrate lungo le strade provinciali non sapevano che a distanza di qualche anno sarebbero stati istituiti tali assurdi balzelli. La situazione, dunque, è davvero insostenibile.

La Cia di Brindisi ritiene che, in questi casi, la politica ha il dovere di intervenire perché certe situazioni assurde porteranno, a breve, al fallimento molte aziende agricole e sul lastrico molte famiglie di agricoltori e anche di operai agricoli. In una situazione economica generale che sta attraversando l’agricoltura e l’economia generale in questo momento, questo Canone darà il colpo di grazia a molte imprese. Si fa appello, dunque, alla politica ad ogni livello del territorio (considerata anche la mancanza di una guida politica alla Provincia di Brindisi) a partire dai sindaci di far sentire su questa questione la propria voce e di trovare una soluzione che porti più tranquillità nelle campagne.

Senza dimenticare anche che, sempre la Provincia di Brindisi, negli ultimi mesi ha disposto l’aumento del 100% delle spese di istruttoria per le pratiche relative ai pozzi irrigui riducendo di contro le concessioni di acqua per scopi irrigui, che stanno davvero penalizzando i nostri agricoltori. In pratica la Provincia da un lato ha aumentato spropositatamente le spese di istruttoria, e in più sta autorizzando volumetrie annuali di acqua davvero ridicole che non consentono agli agricoltori nemmeno di poter effettuare il minimo indispensabile della irrigazione (senza considerare gli eventuali periodi di siccità come quello dello scorso anno). Come dire: vessati e bastonati (Comunicato Cia Puglia)

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