Haralambidis-stampa, altra benzina

BRINDISI - Sono passati 15 giorni dall'incidente piuttosto serio tra la stampa locale e il presidente dell'Autorità portuale Iraklis Haralambidis, e solo oggi il professore ellenico cerca di metterci una pezza ma ancora una volta autoassolvendosi generosamente.

Veduta aerea della sede dell'Autorità Portuale

BRINDISI – Il presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi, Iraklis Haralambidis, dopo quindici giorni dai fatti, vale a dire l’incidente con l’informazione locale e la lettera di protesta sottoscritta da undici testate brindisine il 9 maggio perché aveva glissato sulle richieste di una conferenza stampa dopo la seduta del Comitato portuale andata deserta, in cui avrebbe proposto la nomina a segretario generale di Manlio Guadagnuolo, da quasi tutti avversata, si ricorda di avere un conto aperto con quasi tutti i giornali e le tv della città e risponde spiegando i fatti in una maniera che difficilmente attenuerà il clima da egli definito “di falsi sospetti”.

Come spiega il presidente dell’Autorità portuale il fatto di aver concesso dichiarazioni dirette solo a due giornalisti e invece inviando agli altri solo un comunicato stampa? Haralambidis nella sua lettera odierna, inviata per conoscenza anche all’Ordine dei giornalisti di Puglia, a Nichi Vendola, al sindaco Mimmo Consales, al presidente dell’ente camerale e a tutti i membri del Comitato portuale, sostiene che l’incontro solo con due giornalisti (di Quotidiano di Puglia e Corriere del Mezzogiorno) non era un conferenza stampa, bensì il rilascio di interviste, quindi la protesta delle nove testate che hanno firmato il documento contro l’atteggiamento discriminatorio dello stesso presidente dell’Authority sarebbe ingiustificata.

Ci sono però due problemi: i due giornalisti sono stati convocati da Haralambidis, e quindi questa è una conferenza stampa sia pure molto ristretta secondo una scelta personale; tutti gli altri hanno avuto solo un foglio con un comunicato, al quale come è noto se fai delle domande non ti risponde. Perciò la discriminazione c’è tutta, e in questo caso Iraklis Haralambidis non avrebbe dovuto spiegare le cose a modo suo, ma invece ammettere di avere sbagliato ed impegnarsi a rispondere quando gli vengono chieste spiegazioni sulle sue scelte, visto che amministra un ente pubblico e non una sua azienda privata.

Forse Iraklis Haralambidis ha davvero bisogno della stampa, come dice nella lettera che alleghiamo integralmente, visto che il momento di difficoltà è alto, e lo ha indotto in questi giorni a cercare sostegno in quel centrodestra che lo propose al ministro dei Trasporti protempore, alla Regione e agli enti brindisini, facendo in modo che nessuna delle terne fosse presa in considerazione.

Haralambidis oggi si ritrova nel suo ufficio alla ex stazione marittima in virtù di una sospensiva del Consiglio di Stato dopo l’annullamento della sua nomina da parte del Tar di Lecce che la considerò illegittima; non dimostra alcuna prudenza istituzionale determinando fratture con il sindaco ed il presidente della giunta regionale; preme senza ascoltare ragioni per avere come segretario generale Manlio Guadagnuolo, avversario dichiarato del presidente dell’Autorità portuale di Bari (in giudizio, tanto per essere chiari), con il quale Haralambidis dovrebbe collaborare, e non rivela l’elenco delle altre disponibilità e dei curricula ricevuti; si ritrova con un Comitato portuale semideserto e in grande maggioranza contrario alla sua proposta; pretende di spiegare a modo suo la legge 84/94 ai suoi molto arrabbiati interlocutori; non porta in comitato entro il termine del 30 aprile il bilancio.

E poi, se non fosse per Grimaldi e il traffico Enel ed Eni, il porto sarebbe una landa deserta. Ma nella sua lettera continua a parlare di rendere Brindisi “un porto competitivo e appetibile”. Ora però l’opinione pubblica conosce – grazie alla stampa – chi lo ascolta e lo sostiene, e chi no, e che esistono almeno due indagini della procura su attività dell’Autorità portuale. Chi arriverà prima a fare chiarezza, il pm o il ministro dei Trasporti? Il Consiglio di Stato, una volta ricevuto il parere richiesto alla Corte di giustizia europea circa l’eleggibilità del cittadino ellenico Haralambidis alla guida di un ente strategico per la nazione italiana, come un porto? Chissà. Il tempo passa, e forse qualcuno spera che il fronte compatto che ha mandato a vuoto il tentativo di far nominare Guadagnuolo si sgretoli, come altre volte è avvenuto a Brindisi. Qui sotto, la sua lettera ai giornali.

LETTERA PRESIDENTE HARALAMBIDES 22 MAGGIO v.1

 

 

 

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