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I lavoratori della Santa Teresa

I lavoratori della Santa Teresa

I lavoratori della Santa Teresa chiedono un aumento a Ferrarese

BRINDISI – Cinque anni di attesa per essere stabilizzati e, dopo pochi mesi dall’acquisizione di tutte le quote societarie da parte della Provincia, i lavoratori della società Santa Teresa sono di nuovo costretti a rivolgere all’ente qualche rimostranza su retribuzioni e futuro lavorativo. L’incontro chiesto dai sindacati Cobas e Confsal è avvenuto questa mattina, non senza qualche malumore da entrambe le parti.

BRINDISI - Cinque anni di attesa per essere stabilizzati e, dopo pochi mesi dall'acquisizione di tutte le quote societarie da parte della Provincia, i lavoratori della società Santa Teresa sono di nuovo costretti a rivolgere all'ente qualche rimostranza su retribuzioni e futuro lavorativo. L'incontro chiesto dai sindacati Cobas e Confsal è avvenuto questa mattina, non senza qualche malumore da entrambe le parti.

I lavoratori sono arrivati in via De Leo con la volontà si incontrare il presidente Massimo Ferrarese che, dapprima ha demandato al suo capo di Gabinetto di riceverli, salvo poi decidere di incontrarne una delegazione nel suo ufficio. I 220 lavoratori, che per la società pubblica svolgono mansioni di manutenzione per il verde pubblico e per le strade della Provincia, hanno chiesto garanzie sul futuro e di conoscere il piano che Ferrarese ha per la Santa Teresa ma anche un aumento del loro orario di lavoro.

"Percepiscono solo cinque euro l'ora - ha spiegato Roberto Aprile dei Cobas - e lavorano per 36 ore a settimana. A conti fatti il loro stipendio non arriva neppure ad 800 euro al mese. Servirebbe uno sforzo che gli consenta di arrivare almeno a 40 ore settimanali. In questo caso poi, a beneficiarne sarebbero soprattutto i cittadini che avrebbero servizi di maggior qualità".

Impossibile in questo momento aumentare l'orario secondo il presidente Ferrarese che ha già investito per rilevare le quote da Italia Lavoro a gennaio, proprio per dare garanzie ai lavoratori e facendo diventare la società totalmente pubblica. Tuttavia l'impegno dell'ente sarà quello di valutare, insieme al presidente Licchello (nominato proprio da Ferrarese alla guida della Santa Teresa) se sussiste la possibilità di dar loro un aumento.

Sul futuro però, Ferrarese ha già comunicato che i suoi programmi sono quelli di puntare sulla società a meno di disposizioni diverse. La legge nazionale infatti, prima con il Decreto Bersani poi con quello voluto da Brunetta, da dicembre 2011, potrebbe imporre agli enti di privatizzare questo genere di servizi. Un motivo ulteriore di preoccupazione per i lavoratori.

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