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Giovedì, 18 Aprile 2024
Economia

Crisi economica, Rossi: "Governo e multinazionali rispettino questo territorio"

Nella sede dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale si è svolto un tavolo su crisi di vari comparti dell'economia locale e le prospettive di crescite del territorio. Il sindaco "striglia" l'esecutivo

BRINDISI – “Il governo deve dare delle risposte”. Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, chiama in causa l’esecutivo nazionale nella risoluzione dei vari nodi che attanagliano l’economia locale. Lo ha fatto a margine di un tavolo sulle prospettive di sviluppo del territorio convocato per stamattina (lunedì 21 febbraio) dalla prefettura, presso la sala conferenze dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale. L’invito è stato rivolto a sindaci della provincia, rappresentanti delle istituzioni e parti sociali. “Abbiamo deciso di cominciare a parlare – spiega ai giornalisti il prefetto Carolina Bellantoni - cercando di arrivare a una piattaforma di obiettivi concreti, pochi ma utili da sottoporre al governo centrale. Speriamo che questo tavolo sia fruttuoso, con l’impegno politica”.

Nei prossimi mesi ci sarà da lavorare per intercettare i fondi del Pnrr. Ma il prefetto invita a non fare confusione fra lo stesso Pnrr, di cui si occipano direttamente il governo e ministeri, e il resto degli investimenti che “devono essere oggetto di pianificazione”. Vien da chiedersi se la situazione di incertezza che riguarda vari ambiti dell’economia possa sfociare in tensioni sociali, ma su questo fronte il prefetto si mostra fiducioso. “I brindisini – afferma - sono persone molto tolleranti e non violente. Speriamo sempre di mantenere la pace sociale, nonostante le gravi difficoltà che i lavoratori stanno affrontando. Il mio compito è di trovare soluzioni per evitare che la situazione possa degenerare”. 

Rossi: "Servono piani industriali"

Per quanto riguarda le prospettive a medio-lungo termine, dal sindaco di Brindisi arriva una strigliata sia al governo centrale che alle multinazionali che hanno come azionista di riferimento lo Stato. Il primo cittadino cita, in particolare, Enel, Eni e Leonardo. “Qui – afferma a margine dell’incontro – manca il governo. Ce la cantiamo e ce la suoniamo fra di noi ma penso che il governo debba dare delle risposte”. Rossi rimarca come i governi che si sono succeduti negli ultimi anni abbiano ignorato le istanze territoriali riguardanti il Transition fund e fa riferimento a un partito trasversale del Nord e a una questione Sud. “Nell’ambito di una crisi nazionale – dichiara - mi sembra che i piani industriali di Leonardo, Eni ed Enel prevedano forti investimenti nel Nord e nel Sud poco o niente”. 

Rossi esorta il governo a venire a Brindisi per aprire un tavolo “con i grandi player di cui è azionista di maggioranza”.  Si tratta appunto di Leonardo, Eni ed Enel: multinazionali di cui “non si ha traccia – sostiene Rossi – di grandi prospettive di piani industriali”. Inevitabile quindi il parallelismo con Taranto, che negli ultimi anni ha goduto di maggiori attenzioni da parte del governo. “Capisco che Taranto – afferma il sindaco - abbia un problema di 15mila addetti dell’ex Ilva e dimensioni diverse dalle nostre, ma non si può negare che ci sia un focus su Taranto e non ci sia altrettanto su Brindisi. Questo territorio che ha dato tanto in termini di strategicità industriale al paese – conclude il sindaco - deve essere rispettato e si deve intervenire con risorse adeguate. Occorrono piani industriali”. 

D'Attis: "Vanno eliminati i no sostituendoli con i sì"

Presente all’incontro anche il deputato Mauro D’Attis (Forza Italia). “Non c’è tempo - afferma D’Attis in una nota - per lagnarsi: occorre essere intraprendenti e smetterla con la politica dei ‘no’. Da un lato, i Comuni non devono perdere l’occasione offerta dai bandi finanziati con i fondi del Pnrr: grazie al Ministero del Sud ci sono anche le risorse per preparare i progetti e i concorsi di idee. Dall’altro lato, occorre incentivare gli investimenti, anche delle grandi società nazionali e internazionali. Brindisi deve riproiettarsi nel mondo e deve aprirsi agli investimenti industriali di nuova generazione come quelli del gas, della nuova chimica, della energia non da fossile. Le opere portuali vanno sbloccate e non ci sono ragioni per ostacolarle, considerando che siamo riusciti a farle finanziare dal Pnrr e dal fondo complementare”. 

“Vanno eliminati i ‘no’, sostituendoli con i ‘sì’. Brindisi – prosegue D’Attis - e il suo porto sono fondamentalmente basati sull’industria e deve rimanere la priorità. Con il Cis, appena avviato dal Ministro Carfagna, potremo dare una scossa al settore turistico-ricettivo con l’aiuto dei Comuni e della Regione che devono adeguare gli strumenti urbanistici alle nuove esigenze. È nota la mia posizione favorevole rispetto agli investimenti che si propongono per Brindisi: Edison, Enel con la nuova autorizzazione, l’idrogeno applicato e non solo diffuso nella rete, la zona franca. È corretto che ci sia dialogo, senza demonizzare le posizioni altrui”. 

“La crisi – afferma ancora D’Attis - va combattuta anche con gli strumenti degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro: per i primi, presto incontrerò, con il Sindaco di Brindisi, il Ministro del Lavoro Orlando. Ma la crisi si combatte anche con interventi nazionali a supporto delle politiche industriali, proprio come chiesto da Confindustria e dalle altre associazioni datoriali. Per questo nelle prossime settimane avremo un incontro a Brindisi con il vice Ministro allo Sviluppo economico Pichetto-Fratin: un momento di confronto che ho deciso di organizzare e promuovere perché serve impulso a tutti i livelli istituzionali. Insomma, io sono per il ‘sì’, perché la politica dei ‘no’ non ha mai costruito niente e sono pronto a collaborare su questa linea d’onda con gli altri interlocutori del tavolo convocato dal prefetto, che ringrazio per l’iniziativa”.

Articolo aggiornato alle ore 14:07 (intervento di Mauro D'Attis)
 

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