Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Anche Giorgia Meloni interroga il ministro Lupi sul caso Grimaldi

BRINDISI - Si gioca una partita importante attorno al porto di Brindisi, e per la seconda volta il ministro Maurizio Lupi riceve una interrogazione alla Camera, ma non da deputati della nostra provincia: dopo il Movimento 5 Stelle, è la leader di Fratelli d'Italia - An, Giorgia Meloni, a chiedere una iniziativa del governo sulla questione della concessione Grimaldi

BRINDISI – Si gioca una partita importante attorno al porto di Brindisi, e per la seconda volta il ministro Maurizio Lupi riceve una interrogazione alla Camera, ma non da deputati della nostra provincia: dopo il Movimento 5 Stelle, è la leader di Fratelli d’Italia – An, Giorgia Meloni, a chiedere una iniziativa del governo sulla questione della concessione Grimaldi. E’ stata Adriana Poli Bortone, che si interessa spesso delle questioni brindisine, a chiedere questo passo, alla luce di quello che è diventato ormai uno scontro di posizioni tra l’Autorità Portuale e un vasto fronte di operatori, tra agenti marittimi, spedizionieri e imprese.

Ecco l’interrogazione della Meloni. “In data 19 agosto 2014 la società Atlantica di Navigazione Spa (società del Gruppo Grimaldi compagnia di navigazione Spa) ha presentato un’istanza ai sensi dell’articolo 18 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione;

attraverso tale istanza la società Atlantica di navigazione spa ha richiesto il rilascio, ai sensi della legge n. 84 del 1994, della concessione demaniale marittima della zona portuale ubicata nel porto medio di Brindisi, unitamente al terminal passeggeri ivi esistente ed ai relativi fabbricati accessori, per una estensione di  aree coperte pertinenziali pari a metri quadrati 2.074,50 per l’esercizio, in conto proprio ed in conto terzi, delle operazioni portuali di cui all’articolo 16 della legge n. 84 del 1994, e segnatamente quelle operazioni portuali connesse con il traffico traghetti da passeggeri (ivi incluse le attività di assistenza) e ro-ro, per la durata di anni venti;

la società richiedente ha specificato che la richiesta è subordinata al riconoscimento dell’esonero, per tutta la durata della concessione richiesta, dall’obbligo del versamento dei cosiddetti diritti portuali, di cui ai provvedimenti emanati dall’autorità portuale di Brindisi;

Autorità Portuale Brindisida comunicati stampa di associazioni costituite da tecnici e imprenditori del settore, e da testate giornalistiche locali, si evince che  considerata la situazione in cui si trova attualmente il porto di Brindisi, tale concessione a Grimaldi non può essere data perché a Brindisi, diversamente dagli altri porti in cui Grimaldi è già terminalista, non vi sono altre banchine disponibili per l’ormeggio di altri armatori concorrenti oltre a quelle già concesse alla stessa società;

la situazione attuale del porto di Brindisi è completamente diversa, in quanto non è tale da assicurare la necessaria libera concorrenza in caso di concessione ad un armatore delle uniche banchine adeguatamente infrastrutturate per il traffico ro-ro al momento disponibili e tale condizioni di monopolio di fatto che verrebbero a determinarsi, non consentirebbero nelle condizioni date, in un’ottica di auspicata di prossima ripresa dei traffici internazionali, di ospitare nel porto di Brindisi nuove compagnie di navi traghetto;

tale condizione di precarietà del porto di Brindisi è aggravata dalla perdita di finanziamento, per cinquanta milioni di euro a causa di quella che gli interroganti giudicano la cattiva gestione da parte dell’autorità portuale di Brindisi, relativa al progetto dei cinque nuovi accosti per navi traghetto da realizzare nell’area portuale denominata S. Apollinare, e che avrebbe consentito di offrire altre banchine per la stessa tipologia di traffico esercitato da Grimaldi;

da quanto esposto si evince che la richiesta di concessione avanzata dal gruppo Grimaldi non è compatibile con le prescrizioni della legge 84 del 1994 che impongono che la presenza di terminalisti non sia estesa a tutte le aree ed infrastrutture portuali, al fine di consentire le attività anche degli altri operatori, e che, di conseguenza, se l’autorità portuale di Brindisi dovesse concedere gli spazi richiesti lo farebbe in violazione della citata legge;

L'arrivo di una nave ro-ro di Grimaldi nel porto di Brindisi-2l’esito del rilascio della concessione, infatti, sarebbe che nel porto di Brindisi il traffico traghetti passeggeri e merci dipenderebbe, per i prossimi vent’anni, da un unico operatore, posto che l’area portuale non offre banchine alternative in grado di soddisfare, a pari condizioni, le esigenze di armatori concorrenti;

il Gruppo Grimaldi, inoltre, contestualmente al rilascio della concessione ventennale dell’intera area di Punta delle Terrare e delle strutture esistenti (rampe, banchine e prefabbricato), ha chiesto anche l’autorizzazione di terminalista (articolo 18 della legge n. 84 del 1994), e quella di impresa portuale (articolo 16 della medesima legge);

l’autorità portuale di Brindisi non è attualmente in grado di garantire pari opportunità a tutti gli operatori che chiedono di utilizzare le banchine del porto per i traffici ro-ro e passeggeri, e sta, inoltre, perdendo finanziamenti cospicui necessari allo sviluppo del porto;

la concessione delle aree richieste determinerebbe una situazione di monopolio di fatto che danneggerebbe il porto di Brindisi sia limitandone la possibilità di acquisizione di nuovi traffici, sia impedendo allo stesso di conservare il suo attuale ruolo strategico di porto ro-ro delle autostrade del mare del Mediterraneo che gli consentirebbe di occupare posizioni primarie anche nel nuovo assetto organizzativo derivante dal Piano dei porti e della logistica in elaborazione;

se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda porre in essere con riferimento all’operato dell’autorità portuale di Brindisi affinché siano rispettate le prescrizioni in termini di concorrenza imposte dalla legge 84 del 1994, e quali iniziative intenda assumere al fine di garantire lo sviluppo del porto di Brindisi”.

Questo il pensiero della parlamentare Giorgia Meloni, ma dalla parte del “sì alla concessione” ci sono anche alcuni operatori locali come Francesco Zaccaria, agente e spedizioniere, che ci ha inviato questo breve intervento sulla questione, che pubblichiamo integralmente.

Il primo ingresso in porto della Eurocargo Brindisi“In questi giorni la discussione sul porto verte sulla richiesta di una concessione ventennale avanzata all’Autorità Portuale dal gruppo Grimaldi, di aree e strutture a Costa Morena per un proprio terminal, aperto ad altri operatori. La discussione è accesa e chi si oppone afferma soprattutto che in tal modo ci si avvierebbe ad avere nel porto un solo armatore a scapito del principio che invece richiede che si assicuri sempre il regime di libera concorrenza. Non vi sarebbero altre banchine e aree disponibili per chi voglia fare concorrenza. Questi oppositori semplicemente non conoscono (o non vogliono conoscere) il porto, mentre tutti noi sappiamo che il porto interno è deserto e che qui ad esempio c’è l’ampia banchina di S. Apollinare (quella su cui si affaccia il Capannone ex Montecatini), ove si ormeggiano talvolta le navi di Grimaldi quando Costa Morena è piena.

Sui diritti portuali che Grimaldi ha chiesto di non pagare, leggendo quanto questa scrive a BrindisiReport.it  se ne capisce il perché: quei diritti sono per servizi che oggi l’Autorità Portuale assicura, servizi che in futuro sarebbero a carico direttamente di Grimaldi.

La considerazione principale alla base del mio giudizio estremamente favorevole al rilascio della concessione è che in tal modo il porto di Brindisi torna ad essere uno dei porti più importanti del Mediterraneo, dopo che per anni la mala politica brindisina o regionale lo ha trascurato consentendo che i corridoi europei verso Grecia e Albania si fermassero a Bari (!). Con chi è fra i primissimi operatori della logistica internazionale, una volta qui ben radicato, potrà ancora essere così? 

 Certamente a qualcuno questo non piacerà. Penso a chi ha costruito il terminal privato, appena al di fuori dell’area di Costa Morena, attualmente usato da Grimaldi. Ma gli interessi pubblici devono sempre prevalere su quelli particolari dei privati.  Quello fu un investimento azzardato, fatto quando l’Autorità Portuale del passato non si adoperava a realizzare progetti credibili e necessari per evitare il totale deserto in cui si trovava il passeggero a Costa Morena”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Anche Giorgia Meloni interroga il ministro Lupi sul caso Grimaldi

BrindisiReport è in caricamento